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L'amore che finisce nella poesie di Alessandra Corbetta

I versi di 'Estate Corsara' e il testo ABCD diventato canzone

(di Mauretta Capuano) (ANSA) - ROMA, 16 FEB - ALESSANDRA CORBETTA, ESTATE CORSARA (PUNTOACAPO EDITRICE, PP 94, EURO 15). Un viaggio nell'amore che finisce e ti fa riscoprire te stesso. Un percorso dove il tempo e lo spazio si dilatano e sono una cosa sola tra memoria e presente. E dove i luoghi mantengono l'impronta di quello che è stato. Alessandra Corbetta nella sua raccolta di poesie 'Estate Corsara', in libreria il 4 marzo per Puntoacapo Editrice, entra in questa dimensione e scava nella conoscenza di se stessi.
    "E' vero che i due protagonisti sono l'estate e l'amore, ma in realtà quello che entra in gioco è la trasformazione del sé.
    Quando le relazioni sentimentali sono profonde, indipendentemente dalla durata, mettiamo in gioco noi stessi, tiriamo fuori delle parti di noi che non conoscevamo. Arriviamo ad una rifrazione di noi stessi di cui prima non eravamo consapevoli e quando l'amore finisce dobbiamo diventare altro da noi, non soccombere. Ci dobbiamo trasformare e questo avviene in un viaggio che è la nostra vita, che ci porta ad attraversare continuamente dei luoghi che sono reali, ma sono anche metaforici" dice all'ANSA Alessandra Corbetta.
    "il toccarsi di un momento/fatto a multipli di sette da contare all'indietro/come i salti nel prato o quelle cose da poco/tutte però a perdifiato" scrive negli ultimi versi di 'Cronometro'.
    Fondatrice e direttrice del blog Alma Poesia (www.almapoesia.it), con il quale ha anche curato la pubblicazione del volume 'Distanze obliterate. Generazioni di poesie sulla Rete', la Corbetta, 34 anni, è dottore di ricerca in Sociologia della Comunicazione e dei Media, lavora come Adjunct Professor e Teaching Assistant presso l'università LIUC-Carlo Cattaneo ed è autrice tra l'altro delle raccolte di poesia 'Corpo della gioventù' (Puntoacapo Editrice 2019) e del saggio 'Corpi in rete. Rappresentazioni del sé tra visualità e racconto' (Libreria Universitaria 2021).
    Lo spunto di 'Estate Corsara', con una nota di Marco Sonzogni, scritto durante il primo lockdown, è autobiografico. Divisa in tre sezioni: Prima, Durante e Dopo, la raccolta che si apre nell'estate nel 2006 e si conclude in un'estate senza tempo, attraversa tra viaggi in treno e passeggiate molte città italiane da Milano a Bologna, da Firenze a Siena e Roma. "Quando gli amori finiscono, a volte molto male e sono irrecuperabili ci troviamo estranei a noi stessi e dobbiamo ricostruirci dalle macerie. Non c'è più niente, non c'è più l'altra parte e non ci siamo più noi. Però c'è qualcosa che in qualche modo sopravvive e resta immutato: i luoghi che sono le città dove la storia si è sviluppata. E' come se avessero conservato una sorta di impronta di quello che è stato" spiega la Corbetta.
    In quel "corsara" legato all'estate non c'è nulla di pasoliniano. "Faccio riferimento alla canzone 'Le rane' dei Baustelle che ad un certo punto dice: 'Questa gioia corsara'. Io lo ho abbinato ad estate che è corsara perché volevo dare l'idea di qualcosa che ci priva, ci saccheggia, ma non smette però di essere estate, quella stagione della vita a cui vorremmo sempre tornare" racconta l'autrice.
    Il manifesto della raccolta è 'ABCD', una poesia che ci porta nella tratta Milano-Firenze, il luogo di questo amore, che è diventata una canzone 'ABCD Milano-Firenze', disponibile su tutte le piattaforme e su Youtube. "Le partenze del sabato vuote/ a Milano sono come le attese che abbiamo/di rivederci, e vicino o lontano" sono i primi versi di ABCD. "Non è una poesia musicata, abbiamo modificato il testo, creato un ritornello. La abbiamo resa una canzone a tutti gli effetti. Il musicista- cantante è Mirko Sereni in arte Ken Ciro. Il produttore è Alessandro Fava, in arte Faffa e il videomaker Matteo Beccari. La musica per me è sempre stata importante, mi ha sempre alleviato il dolore. ABCD è l'emblema, il sigillo di questa raccolta e ho voluto che diventasse una canzone perché il dolore che c'è dietro sarebbe diventato così cantabile e quindi gestibile. In questa raccolta ho voluto provare a dire quello che per me è indicibile. Quando i dolori sono molto grandi ci sembra di non trovare più le parole e allora ho provato a dirlo con la poesia, con i versi, con la musica. Quando siamo talmente persi dentro l'altro non sappiamo più chi siamo e quindi abbiamo bisogno di attaccarci a quello che c'è fuori che possono essere gli sguardi dei passanti, i libri che leggiamo, i luoghi che vediamo dal finestrino. Quello che conta, che ci fa crescere e avere nuovi desideri sul mondo non è il momento della fine ma è tutto quello che noi abbiamo fatto dentro quel viaggio e quello che dovremmo fare dopo per superare la fine" afferma la Corbetta che nel libro cita più volte i Baustelle. La canzone sta andando bene: "siamo soddisfatti, l'idea è di fare, nel 2023, un mini album di 5-6 tracce. Il testo delle mie poesie è tendenzialmente breve e dovremmo accorparne più di uno, vedremo" annuncia la Corbetta. (ANSA).
   

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