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La lingua italiana si fa impresa, la cultura vale 250 miliardi

Evento promosso da Sace con la Dante su Made by Italy

(ANSA) - ROMA, 10 DIC - La filiera della cultura, con il suo indotto, vale oltre 250 miliardi di euro. Si tratta di un valore importante che va ben oltre il 16% del Pil riportato dalle statistiche e influenza positivamente anche il successo del nostro Made in Italy. Da sempre la cultura e la lingua italiane esercitano una forte attrazione nel mondo, rappresentando una vera e propria spinta aggiuntiva per sostenere la competitività del Sistema Paese. Su questo si è svolto il confronto promosso da Sace, nell'ambito delle attività dell'hub formativo Sace Education, e dalla Società Dante Alighieri.
    Con l'evento in live streaming "Made by Italy: la lingua italiana si fa impresa" si è, infatti, sottolineato lo stretto legame tra sviluppo dell'export e promozione culturale, fornendo uno spazio di dialogo tra settori di eccellenza del Made in Italy, istituzioni finanziarie e cultura italiana nel mondo.
    Il progetto ha l'obiettivo di creare sinergie, rafforzare le competenze, incrementare i contatti e trovare nuove soluzioni per intercettare opportunità di business e dare nuovo slancio alla ripartenza del Paese.
    "La missione di Sace è tradizionalmente quella di supportare l'export e l'internazionalizzazione delle imprese italiane.
    Attraverso Made by Italy, vogliamo contribuire a porre l'attenzione sul legame imprescindibile tra export e cultura, essenza del Made in Italy e motore della ripresa economica italiana. - ha dichiarato Pierfrancesco Latini, amministratore delegato di Sace - Sono convinto che, mai come in questo momento, sia fondamentale 'fare sistema', cercando ogni possibile dialogo tra i diversi attori del mondo economico".
    "Dobbiamo credere di più a un'Italia nel mondo globale e vogliamo spingerla ad aprirsi a questa sfida attraverso la lingua. Da qui nasce l'idea di una grande piattaforma, Dante.global, insieme all'apertura di scuole di italiano in diverse parti del mondo - ha dichiarato Andrea Riccardi, presidente della Società Dante Alighieri - Insegnare la lingua prepara il futuro e tiene vivo l'interesse per tutto quello che è made in Italy. La lingua apre l'accesso al mondo italiano".
    (ANSA).
   

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