Parte il festival Verdi, Il Trovatore diventa kabuki

Prima assoluta per l'edizione critica in francese, regia di Wilson

"Quattro opere, in quattro giorni e tre luoghi": Roberto Abbado sceglie una formula quasi matematica per raccontare la diciottesima edizione del festival Verdi di Parma che si aprirà il 27 settembre con la prima versione di Macbeth. Una formula che si ripete per quattro fine settimana con la speranza (o la certezza, dati i risultati degli ultimi anni) di attirare pubblico anche da fuori, soprattutto dall'estero.

Il programma che il direttore artistico descrive è 'incendiario' e oltre a Macbeth e Attila, che apriranno e chiuderanno la rassegna al teatro Regio, include Un giorno di regno, affidata ai giovani vincitori del Concorso di voci verdiane di Busseto e Le Trouvère al teatro Farnese, struttura lignea secentesca, che Abbado considera "il più bel teatro al mondo". Un luogo unico, che la kermesse ha deciso di affidare alla sperimentazione, prima con la Giovanna d'Arco multimediale firmata da Peter Greenaway, la scorsa edizione con lo Stiffelio di Graham Vick in cui il pubblico seguiva lo spettacolo in piedi, e quest'anno con Le Trouvère affidato a Bob Wilson.

Uno che ha esposto le sue creazioni (incluso un ritratto di Lady Gaga) al Louvre e che ormai "è diventato un classico", osserva Abbado che dirigerà la versione francese di una delle opere più famose di Verdi. Fra l'altro in una prima assoluta perché nell'edizione critica finora non è mai stata eseguita. "Wilson ha uno stile inimitabile - aggiunge - di bellezza ed eleganza straordinarie. Le atmosfere gelide che crea, anche grazie alle luci, alle scene, ai costumi e alle parrucche, e alla gestualità tipica del teatro giapponese, kabuki e teatro del no, contrastano con il fuoco della musica di Verdi". Una sorta di bianco e nero (o meglio di gelido argento), una ambientazione con proiettate immagini della vecchia Parma di inizio secolo, in cui spuntano guizzi di rosso.

D'altronde il fuoco è un elemento essenziale del Trovatore: dalla pira alla narrazione del fuoco che ha arso un bambino con cui si apre. "E' il fuoco della passione - spiega il maestro - ed è questo che mi interessa realizzare musicalmente". Escamotage registici si ritrovano anche nel Macbeth, nell'allestimento di Daniele Abbado che crea in scena muri di acqua (vera) in cui si muovono i protagonisti a partire da Luca Salsi (nel ruolo del protagonista) e Michele Pertusi (Banco), cantanti famosi in tutto il mondo ma parmigiani doc. "Rispetto ai teatri tradizionali, che hanno una stagione che avanza, i festival offrono ai registi un periodo più lungo di prove. Condizioni che il teatro d'opera non possono dare e quindi - conclude - qui un regista che ha idee importanti ha l'occasione di realizzarle". Sperimentazione e festa sono però anche fuori dai teatri con il Verdi off che in programma include concerti in case private, un'esperienza multimediale dedicata a Macbeth in piazza Duomo, show in centri commerciali, incontri e appuntamenti in tutta la città incluso il greto del torrente, l'ospedale dei bambini e persino in carcere.

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