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Manuel Agnelli "In tour da solo e cambio linguaggio"

Al via da Torino e senza gli Afterhours

Sceglie la libertà del potersi non accontentare del già fatto, Manuel Agnelli, anima e spirito errante della musica e delle parole, in partenza con un nuovo tour e questa volta senza il nome degli Afterhours a 'proteggerlo'. "Ho sempre fatto quello che volevo - ha raccontato Agnelli - e diciamo che adesso mi prendo la responsabilità di farlo senza il guscio protettivo della band. E' un'occasione per cambiare un po' il vestito del mio linguaggio, per collaborare con altri musicisti e per mettermi in gioco divertendomi". Il tour è quello che prenderà il via domani, 7 luglio, dal Flowers Festival di Torino e che porterà in giro Agnelli almeno fino al 12 agosto. "La musica è una parte fondamentale della mia vita ed è una cosa molto, molto seria per me. Ho un grande rispetto per la vita che ho scelto perché mi ha davvero salvato. E' questo il senso più vero di fare musica per me. Non mi accontenterò mai di quello che ho già fatto e avrò sempre sete di nuove esperienze". Le novità, in questo tour, rispondono al nome dei nuovi singoli che a settembre contribuiranno a compilare la scaletta del nuovo album da solista in arrivo ('Ama Il Prossimo Tuo Come Te Stesso', previsto per il 30 settembre prossimo), ma anche alla band che che con Agnelli salirà sul palco. "Frankie e DD sono i Little Pieces Of Marmelade - ha ricordato la voce delle nuove 'Signorina Mani Avanti', 'La Profondità degli Abissi' e 'Proci' - ovvero il gruppo che ho portato in finale ad X Factor. Sono animaletti rock e c'è stata da subito grande intesa. Con Beatrice Antolini ci conosciamo da anni e finalmente si è presentata l'occasione per suonare insieme. Lei è una musicista che in Italia non esiste: non è una turnista perché ha una personalità spiccatissima ma si adatta a situazioni diverse con una creatività straordinaria. Giacomo Rossetti invece l'ho incontrato quando sono stato ospite dei Negrita in una data di un po' di tempo fa. Grande uomo-band, è un collante musicale e umano". Proprio il live, è sempre stato un 'cavallo di battaglia' per Agnelli, assieme agli Afterhours, come in altre situazioni musicali. "Il live è stato ed è la parte che preferisco della mia professione - ha spiegato Manuel - perché è il modo più potente per sentirmi me stesso e per comunicare con la gente. Il palco è un posto magico, dove possiamo essere chi vogliamo e, paradossalmente, essere sinceri come in nessun altro posto". Un percorso, quello di Agnelli, fatto da sempre di curve e controcurve, scarti di direzione improvvisi e dribbling, alla ricerca dell'ispirazione e di quell'ingrediente 'magico' che, in un modo o nell'altro, la musica l'accende sempre. "Molti artisti - ha commentato lui - per accontentare le aspettative del pubblico replicano i pezzi che funzionano. Non è il mio scopo. Il mio scopo è vivere e farlo il più liberamente possibile. Rimescolare le carte per me significa farsi contaminare da quello che ci ispira, anche se è lontano da quello per cui siamo identificati. Dalla 'fast-music' ci si salva con il coraggio di intraprendere percorsi lunghi e pensando che il risultato è già fare le cose in sé. Il risultato è esistere". Dopo l'apertura torinese, il tour toccherà molte delle principali arene estive e festival italiani.

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