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Giovanni Grasso racconta l'eroe antifascista Lauro De Bosis

Esce per Rizzoli Icaro, il volo su Roma, tra storia e fiction

 GIOVANNI GRASSO, ICARO, IL VOLO SU ROMA (Rizzoli, pp. 384, 19 euro). Dentro agli anni bui del Fascismo, per mostrarne la violenza e l'ottusità, ma anche per rivelarne le crepe da cui riuscì, come un miracolo, a filtrare un po' di luce: è in un territorio ibrido, tra la finzione e la grande Storia, che si colloca "Icaro, il volo su Roma", romanzo scritto da Giovanni Grasso, in libreria con Rizzoli dal 7 settembre. Dopo il successo del precedente libro "Il caso Kaufman", l'autore torna con una nuova e coinvolgente vicenda, dedicata alla parabola emblematica di Lauro De Bosis, poeta e antifascista purtroppo dimenticato. De Bosis terminò la sua vita in modo tragico e spettacolare, finendo inabissato nel Mar Tirreno a bordo di un piccolo aereo, con il quale aveva beffato il regime distribuendo volantini contro il Fascismo.
    La passione amorosa, la voglia di non badare alle convenzioni sociali se in gioco c'è la possibilità di essere felici, ma soprattutto l'ideale supremo della libertà a cui sacrificare perfino la vita sono i cardini su cui si sviluppa il romanzo.
    Volgendo lo sguardo indietro, Grasso trasporta il lettore nel 1928: l'attrice newyorchese Ruth Draper, colta e molto riservata, in tournée teatrale in Italia, cede all'amore e inizia una relazione con l'affascinante Lauro De Bosis, dandy, poeta e antifascista, nonostante sia di 17 anni più matura di lui. La storia tra i due amanti, i cui caratteri vengono approfonditi dalla penna efficace di Grasso, si nutre di bellezza artistica, di valori civili e della lotta al Fascismo.
    Ed è proprio il riverbero di questo ideale di libertà che anima le pagine, affollate di personaggi minori disposti a colorare una vicenda ricca, che trasporta in un mondo ormai svanito.
    Sullo sfondo arrivano gli echi dell'Italia piegata al regime, piena di opportunismi e meschinità, ma anche di quella parte del Paese ancora aggrappata al proprio coraggio, pronta a rischiare e lottare per il futuro. Nel romanzo la prospettiva italiana l'orizzonte poi si allarga a quella internazionale, con l'esilio all'estero degli antifascisti, rifugiati a Londra, Parigi e Bruxelles, e il contesto statunitense, tra proibizionismo, jazz e Grande Depressione. Grasso ricostruisce con precisione le atmosfere di quel periodo, in cui la paura e il sospetto, la prevaricazione e l'odio erano merce diffusa. E mentre scorre la storia tra i due protagonisti, così diversi eppure uniti dal profondo desiderio di ribellarsi alle ingiustizie di quegli anni, il romanzo va avanti con un ritmo che spinge a proseguire la lettura: tra le righe l'autore invita a riflettere su quanto sia importante non voltarsi dall'altra parte e non essere indifferenti a ciò che accade intorno a noi, soprattutto quando è qualcosa di inaccettabile e sbagliato, come è stato il regime di Mussolini. Il romanzo è un continuo crescendo verso il racconto avventuroso e incalzante dell'eroica impresa di De Bosis, che affidò a un aereo, al cielo e all'aria le sue idee di libertà, senza paura di cadere e accettando il rischio di non tornare più. (ANSA).
   

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