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Fulvio Ervas, torna Stucky e smaschera gli imprenditori veneti

Il nono romanzo con l'ispettore e si lavora per farne una serie

(ANSA) - ROMA, 19 GIU - FULVIO ERVAS, LA GIUSTIZIA NON È UNA PALLOTTOLA (MARCOS Y MARCOS, PP 320, EURO18). Torna l'ispettore Stucky di Fulvio Ervas e ci riporta, a 4 anni dall'ultima indagine, sulle colline del Prosecco nel nuovo romanzo 'La giustizia non è una pallottola', in libreria il 29 giugno per Marcos y Marcos. Ironico, malinconico, allergico a ogni retorica, Stucky, diventato popolare con Giuseppe Battiston che lo ha interpretato nel film di Antonio Padovan, 'Finchè c'è prosecco c'è speranza', dal libro di Ervas, è sempre più ambientalista e questa volta è alle prese con due indagini, di cui intuisce la connessione, legate all'imprenditoria veneta.
    "Erano 4 anni che non facevo uno Stucky. Dopo la pandemia avevo bisogno di tornare a un personaggio ironico che detesta la violenza e cerca di raccontare con ironia questa Regione, il Veneto. Il tema fondamentale sono le questioni ambientali di cui sono appassionato" dice all'ANSA Ervas, 67 anni, scrittore che non ha mai smesso di insegnare chimica e biologia nei licei e ora è arrivato il momento della pensione. "Alla scuola sono affezionato, mi piace ancora, vedi il mondo che cambia. Ora mi dedicherò unicamente alla scrittura" racconta.
    Dopo l'interpretazione di Battiston, Stucky è cambiato: "averlo visto fisicamente mi ha condizionato. Quando scrivevo, dopo il film, mi comparivano davanti la fisicità e lo sguardo di Battiston. Stiamo lavorando sui libri con Stucky per trasformarli in un materiale narrativo seriale televisivo.
    L'ispettore ci dice che la terra è la barchetta su cui navighiamo ma se la buchiamo tutto va a fondo. Il volto per me resta quello di Battiston" spiega Ervas.
    In 'La giustizia non è una pallottola', nono romanzo con l'ispettore, lo scrittore mette a confronto i due tipi di imprenditori tipici del Veneto: "quelli che amano la bellezza, che investono nel territorio, si arricchiscono ma donando bellezza. Un po' marginali, i vecchi imprenditori del Veneto. E poi i coccodrilli, gli squali di superficie, quelli che mangiano cemento, che considerano il territorio tutto loro. Un po' volgari, intrallazzati con la politica" dice.
    Nel romanzo troviamo il signor Giustinian, imprenditore curioso e cercatore di bellezza, con una villona sulle colline del Prosecco dove avviene un omicidio e torna a galla il vecchio assassinio di un ragazzo, avvenuto in una cava 13 anni prima.
    Sulla piana, tra i campi di grano, compaiono spaventapasseri con la maglietta insanguinata che prima sembrano una burla e invece è un invito con minaccia a riaprire il caso.
    "L'emblema è la bellezza e dietro c'è la storia di una cava di ghiaia espressione del territorio violato. Stucky è molto frizzante ma i temi sono seri" spiega Ervas che si è ispirato "a figure di imprenditori veri del Veneto che è la Regione in cui si cementifica di più. Se vogliamo avere un futuro dobbiamo smetterla di mettere cemento ovunque. Tutto il territorio italiano è aggredito, ma le forze delle grandi economie sono giganti" sottolinea l'autore di questo romanzo di denuncia. "I campi di grano con gli spaventapasseri insanguinati hanno un valore simbolico , pensiamo all'Ucraina. Io detesto il sangue e uso l'ironia. Stucky prende in giro la borghesia trevisana e il mondo" spiega. Nel prossimo libro Ervas vuole raccontare 'Come salvare mio nipote dalla guerra'. Il conflitto in Ucraina è brutale, una cosa da prima guerra mondiale con bombardamenti sui civili, città rase al suolo. E' distopia" dice lo scrittore che ha un nipote di 7 anni che vive in Spagna e ogni mattina gli racconta 2-3 minuti di una storia che inventa insieme a lui. (ANSA).
   

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