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Elizabeth Day, nel nuovo libro il desiderio di maternità

Esce 'La Gazza' per Neri Pozza

 ELIZABETH DAY, LA GAZZA (NERI POZZA, PP 390, EURO 19). Kate, una critica cinematografica che sa difendere i suoi diritti e Marisa, illustratrice di libri per ragazzi, che si è completamente persa e non sa nemmeno più bene chi è. Diverse fisicamente e caratterialmente, come fossero due poli opposti, queste due donne hanno una cosa in comune il desiderio di maternità, ma Kate ha problemi con la fertilità. Il loro complicato rapporto, dove gioca un grande ruolo la gelosia, ce lo racconta Elizabeth Day nel suo nuovo romanzo 'La Gazza', una storia sulla maternità desiderata, surrogata, e sull'essere genitori, che riserva colpi di scena, in libreria per Neri Pozza nella traduzione di Chiara Ujka. "Di solito comincio con i personaggi e la loro voce, senza sapere quale tema andrò a esplorare, mentre nel caso de La Gazza è successo il contrario. Sapevo di voler esplorare il desiderio di maternità, in particolare quando si traduce in un'avventura particolarmente difficile. I personaggi sono arrivati dopo: prima Marisa, una donna che si è persa, ma che sapevo essere animata da un fortissimo desiderio di famiglia e poi Kate, una donna di successo e sicura di se, che non riesce ad avere figli.
    Le ho pensate come lo ying e lo yang e rappresentano alcuni aspetti di me" dice all'ANSA la Day, l'autrice de 'Il Party' che è anche una premiata giornalista. In fondo Marisa vorrebbe essere Kate, come dice Jake che entrambe amano, e finiscono, in questo thriller psicologico, per essere un'unica figura.
    "Spesso l'origine della gelosia, soprattutto se stiamo parlando di donne, è una forma per mascherare il desiderio di assomigliare all'altra. In questo caso Kate è gelosa della fertilità di Marisa, mentre Marisa è gelosa della completezza di Kate, del suo successo. E' giusto vederle come due facce della stessa medaglia" racconta la scrittrice. Della maternità sono tanti gli aspetti che la Day esplora: "innanzitutto un modo di essere genitori non canonico, un tipo di storia imprevista che nella narrativa non ho trovato come non ho trovato rappresentata l'esperienza di oltre di 10 anni di battaglia per la fertilità, per avere un figlio biologico. Questo apre anche a considerazioni di tipo etico e morale: cosa significa prendere uno spazio in affitto?" sottolinea.
    Tutto il romanzo non a caso è ambientato all'interno di una casa dove arriva una nuova inquilina. "E' una metafora di una stanza in affitto su scala più ampia rispetto a quello che succede con la maternità surrogata. Ma cosa accade a una coppia che nell'ansia di felicità non si accorge di alcuni segnali d'allarme perché è spinta dal desidero di avere un bambino? E poi mi interessava esplorare i tanti modi che possono esistere di provare l'amore di genitori" dice. Alla fine i personaggi arrivano a formare una sorta di famiglia anche se le cose non sono andate come dovevano. "Le donne non devono essere definite in base alla loro capacità di procreare, ad avere figli biologici afferma.
    Anche la gazza del titolo ha un valore simbolico: da noi in Gran Bretagna ci sono tantissime gazze e c'è una filastrocca secondo la quale una prima gazza significa tristezza e infelicità. La seconda porta gioia, la terza porta una figlia femmina e la quarta porta un maschio. Mi piaceva l'idea che questa filastrocca si intrecciasse nel racconto perché è una storia che ha a che vedere sia con la tristezza che con la gioia. Nella prima scena del romanzo arriva una gazza che rappresenta la tristezza" dice la Day, 44 anni, che ha esordito nel 2012 con il romanzo Scissors Paper Stone con cui ha vinto il Betty Trask Award. (ANSA).
   

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