Grandi eventi culturali passano per Forte di Bard

Fortezza dismessa dal demanio militare nel 1975

Da baluardo difensivo delle Alpi a porta di accesso alla cultura della montagna: è la straordinaria metamorfosi realizzata dal Forte di Bard, in Valle d'Aosta. Dismesso dal demanio militare nel 1975 e ceduto nel 1990 all'Amministrazione regionale, è ora il polo culturale più importante della regione e uno dei centri espositivi più significativi del Nord Ovest del paese che impiega una trentina di dipendenti. A partire dal 1992 inizia l'imponente intervento di recupero del forte Bard e del borgo medievale sottostante.

Investimenti per circa 70 milioni di euro nell'ambito del programma plurifondo dell'Obiettivo 2 e sono proseguiti grazie ai Documenti unici di programmazione dell'Obiettivo 2 del Fesr per i periodi 1994/96, 1997/99 e 2000/06, e nel periodo di programmazione 2007/13 trasformano l'inaccessibile rocca in un frequentatissimo museo. La polveriera diventa così una prestigiosa caffetteria, le cannoniere si trasformano in sale espositive, dagli alloggiamenti della guarnigione viene ricavato un albergo di charme: tutto si riconverte alla nuova vocazione del sito.

Quella che fu una delle più importanti opere ottocentesche di architettura militare, alla cui costruzione contribuì anche Camillo Benso di Cavour allora ufficiale del Genio, è ora sede di allestimenti permanenti come il Museo delle Alpi, le Alpi dei ragazzi o il Museo delle Frontiere. Bard è anche un indirizzo sicuro per grandi mostre di pittura e fotografia, da Raffaello a McCurry, solo per citare due recenti allestimenti. Collocato in una strettoia che divide la valle centrale della Dora Baltea, a circa 40 chilometri da Aosta e a 10 chilometri dal confine con il Piemonte, il Forte di Bard si trova in una posizione strategica che gli ha permesso di attirare importanti flussi turistici: nel 2017 sono stati 280.445 gli ingressi alle aree espositive.

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