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Segnale Draghi ai sindacati, si valuta taglio cuneo

Tavolo per sminare manovra. Idea tetto 40mila euro al Superbonus

Un nuovo intervento di decontribuzione, una tantum, nel 2022. E' una delle ipotesi al vaglio di governo e maggioranza nel pacchetto di modifiche alla manovra per sfruttare il "tesoretto" generato dal minor costo del taglio delle tasse nel 2022. Resta la volontà di rafforzare l'intervento contro il caro bollette ma le risorse potrebbero andare anche a ridurre il cuneo contributivo. Le principali opzioni sono un taglio dei contributi ai lavoratori con i redditi più bassi (come gli incapienti), o un intervento lato imprese sul Cuaf, il contributo che pagano i datori di lavoro per gli assegni familiari. Possibile un mix di misure.

Governo e maggioranza al lavoro sui ritocchi al Superbonus: tra le ipotesi di mediazione che si stanno valutando ci sarebbe anche quella di alzare, senza eliminare, il tetto Isee per l'accesso all'incentivo al 110% su case unifamiliari e villette. Il limite potrebbe essere alzato dagli attuali 25mila euro a 40mila euro di Isee. Il nodo rimane quello delle risorse: la misura costerebbe diverse centiania di milioni e andrà valutata la sua compatibilità con l'intero pacchetto di modifiche alla manovra.

Il premier Mario Draghi dovrebbe tenere domani una riunione con i sindacati alle 17.30 a Palazzo Chigi per discutere della legge di bilancio. E' quanto apprende l'ANSA da fonti governative.

Il presidente del Consiglio ha ricevuto a Palazzo Chigi i rappresentanti del gruppo parlamentare delle Autonomie, i senatori Julia Unterberger, Albert Laniece, Dieter Steger, per discutere della legge di bilancio. Con il premier ci sono i ministri dell'Economia Daniele Franco e ai Rapporti col Parlamento Federico D'Incà. Draghi chiude gli incontri con i gruppi di maggioranza sulla manovra. 

"Gli abbiamo chiesto di rimanere fino al termine della legislatura per non mettere in pericolo tutto il buono che è iniziato e che deve rimanere fino alla fine, fino al 2023. Lui si è messo a ridere, ha sorriso, ma non ha detto niente". Lo dice Julia Unterberger, presidente del gruppo delle Autonomie, all'uscita da Palazzo Chigi dopo l'incontro sulla manovra con il premier Mario Draghi. "Il presidente Draghi come sempre ci ascolta e ascolta quello che per i nostri territori è importante, l'abbiamo ringraziato per le vaccinazioni che sono andate bene in Italia, per aver chiesto il Green pass sui posti di lavoro e non aver fatto i test gratuiti che fanno la differenza con Austria e Germania", afferma Unterberger. "Noi leggiamo i giornali in lingua tedesca e da quando c'è Draghi e ha fatto la sua campagna vaccinale l'immagine dell'Italia è molto migliorata, quei giornali parlano di modello italiano e questa cosa a noi fa piacere: gli abbiamo fatto i complimenti e poiché lui è molto simpatico ha subito minimizzato e ha detto grazie".

"Noi abbiamo il nostro Casini nel gruppo, è un membro importante: tifiamo per lui", dice la presidente del gruppo delle Autonomie, all'uscita da Palazzo Chigi dopo l'incontro sulla manovra con il premier Mario Draghi, rispondendo a una domanda sul Quirinale. "Se non avessimo Casini, io personalmente tiferei per una donna", aggiunge la senatrice.

Avete chiesto a Draghi di restare al governo fino a fine legislatura? "Non ne abbiamo parlato ma riteniamo che il presidente Draghi stia facendo molto bene nella gestione di partite molto importanti come la legge bilancio ma anche il Pnrr su cui Draghi ha dato un contributo fondamentale". Così Marco Marin, deputato di Coraggio Italia, risponde a una domanda dopo il colloquio a Palazzo Chigi con Draghi sulla manovra. "C'è la pandemia e la campagna di vaccinazione su cui l'Italia sta andando meglio degli altri Paesi europei: riteniamo che Draghi sia una garanzia fino al 2023 per gli italiani", sottolinea.

"Un incontro proficuo e molto franco, in cui abbiamo ribadito al presidente Draghi il nostro pieno sostegno". Così la ministra Elena Bonetti commenta l'incontro a Palazzo Chigi fra la delegazione di Italia Viva e il presidente del Consiglio, Mario Draghi, cui ha preso parte con Davide Faraone e Maria Elena Boschi. "Non lo nascondiamo, siamo soddisfatti del lavoro che il governo sta portando avanti", aggiunge. "Abbiamo confermato un sostegno fattivo e concreto e abbiamo aperto ad alcune tematiche strategiche e urgenti". La manovra pone "temi giusti per la ripartenza e lo sviluppo del Paese". "Un anno fa - sottolinea Boschi - uscivamo da Palazzo Chigi più preoccupati per il Paese, oggi usciamo molto rassicurati perchè abbiamo un governo autorevole che va nella giusta direzione e ha il nostro appoggio".

La delegazione di Liberi e uguali, composta dal ministro della Salute Roberto Speranza, i capigruppo di Camera e Senato Federico Fornaro e Loredana De Petris, e Vasco Errani, relatore al Senato della manovra, è a palazzo Chigi per l'incontro con il presidente del Consiglio Mario Draghi sulla manovra.

Intanto, per il ministro del Turismo, la variante Omicron del coronavirus "scombina un po''" i piani del settore turistico e obbliga a dover "ancora aspettare" per l'apertura di molti corridoi per i viaggi organizzati all'estero e un aumento delle visite internazionali, per cui, "a questo punto", in legge di bilancio "di sicuro" un intervento "più corposo verrà previsto", ha detto a margine dell'assemblea generale dell'Organizzazione Mondiale del Turismo (Omt) a Madrid.

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