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Trasporti: Alis, dopo Aspi, via la concessione a Tirrenia

Non ci siamo mai fermati con pandemia, il governo sia un alleato

Sorrento ANSAcom

"Due pesi e due misure". Mentre il governo negoziava l'uscita dalla famiglia Benetton da Autostrade, prorogava un'altra convenzione, senza gara, con Tirrenia Cin per la continuità territoriale. È la denuncia del presidente dell'Associazione Logistica dell'Intermodalità Sostenibile, Guido Grimaldi, dalla "Due Giorni - La ripresa per un'Italia in movimento" all'Hilton Sorrento Palace.
La revoca della concessione alla compagnia di traghetti è tra le richieste principali dell'associazione al governo - rappresentato a Sorrento dai ministri dei Trasporti, Paola De Micheli, dell'Università, Gaetano Manfredi, e degli Affari regionali, Francesco Boccia - a cui Grimaldi chiede di diventare "alleato" delle imprese della logistica.
"Il settore non si è mai fermato e ha garantito la continuità dei servizi al Paese durante il lockdown, ma non è stato ascoltato", è il rammarico del direttore generale di Alis, Marcello Di Caterina. Al contrario, Tirrenia, denuncia Alis, ha fermato tutti i servizi marittimi per la Sicilia e la Sardegna per 48 ore, oltre a essere insolvente nei confronti dello Stato per 115 milioni ed essere stata sanzionata dall'Antitrust per abuso di posizione dominante.
La revoca della concessione sarebbe per Alis l'occasione di passare al modello spagnolo, dove i 72 milioni stanziati per garantire la continuità territoriale non vanno ad una sola compagnia ma direttamente alle aziende di autotrasporto e ai cittadini. Alis incassa su questo il supporto del segretario della Lega, Matteo Salvini. "Occorre concorrenza leale - dice - non ci possono essere aiuti di Stato a qualcuno a discapito di altri".
L'altra richiesta chiave di Alis riguarda una marcia indietro dalla stretta all'autoproduzione dei servizi portuali a bordo introdotta da un emendamento al decreto rilancio, che metterebbe a rischio la competitività del settore marittimo e lo riporterebbe indietro di trent'anni.
La ministra De Micheli non entra nel merito delle richieste, ma promette che il decreto semplificazioni "consentirà alle risorse stanziate di essere utilizzate in maniera più veloce" e "subito" 20 miliardi di investimenti dei quali 800 milioni nei porti immediatamente cantierabili.
Sono risorse che arrivano a un settore che ha investito, secondo i dati di Alis, oltre 5 miliardi di euro in nuove navi, nuovi camion, nuovi treni, magazzini e infrastrutture più moderne "facendo ben 5 volte meglio rispetto ai limiti imposti dalla normativa" sulle emissioni.
Tra gli associati che intervengono sul palco l'head of e-Industries di Enel X, Eliano Russo, spiega come "la sostenibilità rappresenta il cuore di tutte le soluzioni che offriamo ai clienti i quali, attraverso un utilizzo più efficiente dell'energia, riescono a creare valore per il mercato, l'ambiente e i territori".
Secondo uno studio realizzato in collaborazione con Srm, Svimez e l'Università Parthenope solo il 6% delle aziende di Alis ha fatto ricorso alla cassa integrazione a giugno, nonostante il 70% abbia affrontato cali del fatturato fino al 30%, nel lockdown, e il 6,4% perdite di oltre il 50%. È questa un'ulteriore dimostrazione di come le aziende abbiano preferito lavorare in perdita piuttosto che bloccare del Paese, come riconosciuto da molti degli ospiti.
Senza il lavoro delle aziende dei trasporti, afferma il commissario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, "le mie mascherine non sarebbero andate da nessuna parte e i ventilatori non sarebbero arrivati in tempo per assistere le persone". E anche nel caso 14 mila studenti che erano all'estero in Erasmus, racconta il ministro Manfredi, "il contributo del trasporto marittimo è stato straordinario, hanno riportato i nostri figli a casa".
Ma ora, di fronte alle "tre crisi che hanno colpito il paese", descritte dall'economista Carlo Cottarelli come la crisi sanitaria, la crisi del Pil e la crisi finanziaria, in assenza di risposte dal governo, Grimaldi teme una fuga delle imprese. "Le istanze non ascoltate del popolo del trasporto - dice il presidente di Alis - mi portano a pensare che alcuni imprenditori, di qui a fine anno potrebbero, seriamente pensare a un vero e proprio esodo da questo Paese".

In collaborazione con:
Alis

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