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L’economia e i mercati mondiali nel 2020, Cottarelli ne parla a Confindustria Vicenza

Venezia ANSAcom

Confindustria Vicenza ha acceso un faro sulle prospettive dei mercati mondiali e sui fattori che - tra guerra dei dazi, e tensioni geopolitiche - possono condizionare il commercio globale nel 2020. Qual è il ruolo che l'Italia può giocare in questo scenario ? La risposta nel convegno tenutosi a Palazzo Bonin Longare, sede di Confindustria Vicenza, e organizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo. "L'economia e i mercati mondiali nel 2020. Quali prospettive", era il titolo dell'incontro che ha visto come ospite d'onore il professor Carlo Cottarelli, direttore dell'Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell'Università Cattolica di Milano, che oltre ad una lunga e qualificata esperienza al Fondo Monetario Internazionale, ha ricoperto importanti incarichi istituzionali, tra cui quello di commissario straordinario alla spending review per il Governo presieduto da Enrico Letta e poi designato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri come Direttore Esecutivo nel Board del Fmi.
"Sull'economia globale sono moderatamente ottimista - ha spiegato Cottarelli, fresco di un soggiorno negli Stati Uniti - l'anno scorso si pensava che ci potesse essere una recessione a livello mondiale o perlomeno un forte rallentamento. Invece le notizie relative al secondo semestre 2019 evidenziano più o meno un sostanziale equilibrio. Dal 2020 non ci si attenda qualcosa di particolarmente buono, tuttavia sembrerebbe che le cose si stiano stabilizzando anche in Europa. E' vero che nel Vecchio Continente non stiamo crescendo molto, ma è comunque una crescita che scongiura il pericolo di recessione".
"Speriamo che non ci sia una ripresa sulla guerra dei dazi - ha aggiunto il professor Cottarelli - è un aspetto a cui l'Italia guarda con particolare attenzione, perché siamo un Paese che esporta molto e quindi un problema legato ai dazi può diventare pericoloso. Poi ci sono gli eventuali problemi geopolitici da tenere in considerazione, la speranza è che questi scenari non condizionino troppo l'economia. C'è sempre l'imponderabile, perché poco più di dieci anni fa nessuno si sarebbe aspettato la crisi di Lehman Brothers. L'importante è avere un'economia resistente alle sorprese, la cosa che mi preoccupa di più è che l'economia italiana può risentire di queste possibili sorprese".
A fornire i numeri è stato Gregorio De Felice, Capo Economista e Responsabile della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo. "Nel 2020 in Italia avremo una crescita ancora modesta, con una lieve accelerazione del Pil dallo 0,2% del 2019 allo 0,3%, grazie alla tenuta dei consumi, a una buona dinamica del reddito disponibile e al saldo commerciale in crescita. Resta ancora purtroppo ampio, rispetto agli altri principali Paesi dell'area euro, il gap degli investimenti. Un dato positivo riguarda lo stato di salute delle nostre imprese: quelle che hanno superato la crisi oggi sono più resilienti, registrano una media dei Roi più alta in ogni classe dimensionale e possono contare su più risorse da investire".
Ad aprire i lavori, nelle vesti di padrone di casa, Remo Pedon, vicepresidente di Confindustria Vicenza e con delega ai mercati esteri. "Il 2019 - ha spiegato nel suo intervento - si è sostanzialmente chiuso con segnali non proprio entusiasmanti, per il commercio mondiale, cresciuto meno del Pil mondiale, per il quarto anno consecutivo. Siamo forse di fronte a modifiche sostanziali dei modelli di internazionalizzazione delle imprese ma stiamo anche vivendo un periodo di incertezze profonde. Le guerre commerciali che hanno per protagonisti gli Usa e la Cina, la Brexit, la crisi dell'auto, ma più ancora i tanti e preoccupanti segnali di crisi geopolitica, Iran, Libia, Hong Kong, solo per citare quanto sta accadendo proprio in questi giorni, stanno sicuramente inducendo le imprese a comportamenti di grande prudenza e che fatalmente incidono sul volume degli investimenti e sulle dinamiche dell'economia mondiale".

In collaborazione con:
Confindustria Vicenza

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