• israele - La exit strategy di Shashua, 'gruppi ad alto e basso rischio'

israele - La exit strategy di Shashua, 'gruppi ad alto e basso rischio'

2 aprile

Redazione ANSA

Anche Israele pensa a come affrontare e attutire l'inevitabile ricaduta economico-sociale della pandemia da coronavirus. A presentare un piano possibile, una "exit strategy" che unisca difesa sanitaria e necessità economica, è stato Amnon Shashua, uno dei più importanti tecno imprenditori israeliani, presidente di Mobileye, una azienda con base a Gerusalemme leader nello sviluppo della auto autonome.
    Shashua ha ipotizzato una serie di passi che possano evitare una possibile recessione causata dalla chiusura di molte aziende. A testimoniare il crescente affanno della macchina produttiva israeliana basta pensare che dall'inizio della diffusione del coronavirus in Israele, il tasso di disoccupazione è passato dal 4% a circa il 24%, con oltre un milione di persone oggi senza lavoro.
    Il piano - messo a punto da Shashua insieme al professore di scienze informatiche dell'Università ebraica Shai Shalev-Shwartz - si intitola 'Come contenere il Covid-19 senza il lockdown dell'economia'. L'idea di base - hanno spiegato, citati dai media - è quella di dividere la popolazione "in gruppi ad alto e basso rischio" e consiste nel far restare in quarantena la prima fascia (tutti quelli al di sopra dei 67 anni), rilasciando "gradualmente la seconda in modo da raggiungere una controllata immunità di gregge di questa popolazione" per consentire all'economia di funzionare.
    La premessa di fondo - hanno sottolineato - è che "una quarantena per l'intera popolazione non è la soluzione, ma solo un passo per acquisire tempo, seguito poi da un approccio più controllato". Viceversa se si seguisse il piano proposto, si permetterebbe all'economia di girare tenendo al tempo stesso "il sistema sanitario sotto controllo senza essere travolto nella sua capacità di affrontare casi gravi"

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