India - Vip e volontari (anche italiani) in campo contro la fame

4 maggio

Redazione ANSA NEW DELHI

Grazie a cinque ore di musica, a settanta tra star internazionali e celebrità di Bollywood, a decine di migliaia di followers che hanno seguito l'evento via Facebook la raccolta di fondi IforIndia ha raggiunto ieri quasi 500mila dollari: lo comunica Facebook, che ha ospitato la diretta. Organizzata dai registi Karan Johar e Zoya Aktar, la mega charity, lanciata per combattere la situazione di indigenza creata in India dal COVID-19, ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Mick Jagger, Will Smith, Pryianka Chopra e della star del cricket Virat Kholi. I fondi andranno a giveindia la più grande piattaforma indiana di fundraising che li distribuirà ad oltre cento organizzazioni non governative, tra cui le internazionali Action Aid e Oxfam. "Il numero di chi può contare solo sugli aiuti è cresciuto esponenzialmente", è stato il leit-motiv delle star. "La situazione è esplosiva", conferma all'Ansa, da Gurgaon, la città satellite a 30 chilometri dalla capitale Mauro Mozzato, manager veneto, la cui attività è momentaneamente bloccata per il lockdown: "Il governo e le istituzioni locali hanno fatto un mare di promesse, ma in concreto poco o nulla". Mozzato si è trasformato in volontario e aiuta un centinaio di famiglie nel quartiere di Sarhaul a Gurugram: "Le provviste non mancano, il problema è organizzare la distribuzione: la gente sta diventando aggressiva e chi si avventura armato solo di buona volontà rischia di ritrovarsi con la maglietta strappata, come mi è capitato il primo giorno. Oppure capita che un quartiere venga definito off-limits, con tanto di barricate presiedute dalla polizia dopo che la popolazione ha preso d'assalto le macchine cariche di viveri e a calci un paio di poliziotti". Anche l'irlandese Eileen Warner è spesso in strada, a distribuire aiuti, da volontaria, con altre expats che vivono nei lussuosi attici di Gurgaon. "Qualcuno mi chiede perché lo faccio, perché non lascio che siano le autorità ad occuparsene. La risposta è semplice: c'è troppa fame".
   

        RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

        Modifica consenso Cookie