• Israele - Riapertura bar e ristoranti ma molti resteranno chiusi per crisi

Israele - Riapertura bar e ristoranti ma molti resteranno chiusi per crisi

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Redazione ANSA TEL AVIV

Da oggi in pratica è finito il lockdown in Israele. Ultimi nell'ordine, da questa mattina sono stati autorizzati a riaprire - dopo due mesi di fermo - ristoranti, pub, hotel, piscine e altre attività anche se con le consuete misure di sicurezza e di contenimento. La notte scorsa il governo, dopo la conferma del basso numero di infezioni, ha infatti dato il via finale alla ripresa di queste attività che specie a Tel Aviv sono il cuore pulsante delle città. La loro riapertura segue di pochi giorni il riavvio delle scuole, delle palestre, delle spiagge, dei centri commerciali ed altre attività. Nonostante il semaforo verde da parte delle autorità, i media hanno sottolineato che molti dei bar e dei ristoranti restino invece chiusi a causa delle difficoltà economiche e delle restrizioni sul distanziamento che, come altrove, possono incidere sul recupero delle perdite subite durante lo stop. Va ricordato che la pandemia ha fatto schizzare in Israele il tasso di disoccupazione passato dal 4 al 25% con oltre 1 milione di disoccupati: numero che secondo gli ultimi dati sembra tuttavia in diminuzione. L'Associazione di categoria dei bar e dei ristoranti - calcolati in tutto il paese in circa 14mila - ha fatto sapere che molti dei propri associati attraversano forti difficoltà anche nell'ottenere dal governo prestiti e assistenza. La tv pubblica ha calcolato che a restare chiusi saranno circa 4.500 esercizi sul totale, lasciando 70mila impiegati senza lavoro. La stessa fonte ha sottolineato che il lockdown dei ristoranti ha comportato ogni mese perdite per mezzo miliardo di shekel (circa 130 milioni di euro). Nonostante gli incentivi per il settore prevedano la possibilità di estendere la superficie esterna dei locali, le linee guida del ministero della sanità con il distanziamento di un metro e mezzo tra i tavoli di fatto - hanno fatto notare rappresentanti del comparto - riducono del 50% la capacità di accoglienza incidendo sui ricavi.

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