Di Maio e Salvini plaudono rinvio riforma copyright

Ricardo Franco Levi (Aie), occasione mancata

I ministri Di Maio e Salvini plaudono al rinvio della riforma del copyright da parte dell'Europarlamento.

"Oggi è un giorno importante, il segno tangibile che finalmente qualcosa sta cambiano anche a livello di Parlamento europeo", per Luigi Di Maio. "La seduta plenaria di Strasburgo ha rigettato il mandato sul copyright al relatore Axel Voss smontando l'impianto della direttiva bavaglio. La proposta della Commissione europea ritorna dunque al mittente rimanendo lettera morta, il segnale è chiaro: nessuno si deve permettere di silenziare la rete e distruggere le incredibili potenzialità che offre in termini di libertà d'espressione e sviluppo economico".

"Bavaglio alla rete e a Facebook respinto ora a Strasburgo anche grazie al no della Lega: non ci fermeranno". Così il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, commenta su twitter il rinvio della riforma sul copyright deciso dall'Europarlamento.

"Una grande occasione mancata". È questo il commento del presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE) Ricardo Franco Levi subito dopo l'esito della votazione dell'assemblea del Parlamento europeo sulla riforma del copyright. "Il diritto d'autore è libertà - ha proseguito -. Con la votazione di oggi non si è affermata la sua funzione: da domani il web sarà meno libero, così come lo sarà anche la società europea. Si tratta di una sconfitta culturale, ancor prima che politica". "Le multinazionali del web, che non vogliono assumere alcuna responsabilità, né sociale, né in difesa della libertà di espressione, né legale per le violazioni dei diritti degli autori europei, hanno voluto frenare un miglioramento che avrebbe aiutato tutta l'industria culturale - ha aggiunto Levi -. È paradossale che proprio queste grandi imprese si siano opposte alla modernizzazione del diritto d'autore. Hanno vinto le pressioni a difesa di un modello di rete costituito da poche imprese che, acquisita una posizione dominante, la sfruttano a danno delle imprese creative, degli operatori minori del mondo digitale e anche dei consumatori". "Ora si apre un percorso accidentato - ha concluso il presidente AIE - A settembre il Parlamento europeo dovrà approvare un nuovo testo. Ci attiveremo per evitare che il voto di oggi non comprometta l'intero processo".

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