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Eurac Research, studio su riprogrammazione cellule tumorali

Ricerca coordinata da Università di Udine, risultati promettenti

(ANSA) - BOLZANO, 22 MAR - Risultati promettenti sulla riprogrammazione delle cellule tumorali tramite nuove molecole sono stati ottenuti da un team internazionale di ricerca di cui fa parte anche Eurac Research di Bolzano. Lo studio dimostra l'efficacia di un principio attivo contro il leiomiosarcoma, il tumore dei tessuti muscolari lisci, e identifica una serie di geni che permettono una prognosi migliore.
    Il leiomiosarcoma è un tumore raro, maligno e molto aggressivo che non risponde adeguatamente alla radioterapia e alla chemioterapia. Solitamente il tessuto colpito viene rimosso chirurgicamente. Se, però, il tumore non viene individuato precocemente, tende a ripresentarsi.
    Per lo studio, pubblicato sulla rivista "Nucleic Acids Research", il team ha testato una serie di composti chimici che riprogrammano l'epigenoma, cioè agiscono su modificazioni non permanenti del dna cambiando l'espressione dei geni, ma non la sequenza. Nel laboratorio dell'Università di Udine le molecole sono state vagliate su modelli cellulari di leiomiosarcoma. Una piccola molecola chiamata NKL54 ha dimostrato di essere particolarmente efficace nell'inibire la crescita cellulare in questo tipo di cancro.
    In parallelo, il team bioinformatico di Eurac Research ha analizzato i dati generati con metodi di sequenziamento di nuova generazione del dna rilevando come le diverse molecole, in particolare NKL54, potessero modificare l'espressione dei geni nelle cellule tumorali agendo sull'epigenoma. Confrontando i dati ottenuti con quelli presenti in alcuni database internazionali, il team ha identificato alcuni geni che, quando attivi nei soggetti con leiomiosarcoma, indicano che queste persone hanno un periodo di vita significativamente prolungato.
    Questo risultato, sottolinea Emanuela Kerschbamer dell'Istituto di biomedicina di Eurac Research, "fornisce la base per studi di follow-up su terapie farmacologiche efficaci per questo tipo aggressivo di cancro". "Potendo esplorare gli effetti epigenetici di NKL54 - riassume il responsabile dello studio dell'Università di Udine, Claudio Brancolini - abbiamo ottenuto importanti informazioni che possono consentire di sviluppare delle molecole con attività anti-tumorale ancora più potente".
    Coordinati dall'Università di Udine, oltre a Eurac Research, hanno collaborato allo studio le Università di Darmstadt, La Sapienza di Roma, di Padova, Ca' Foscari di Venezia e l'"European Centre for Living Technology" di Venezia. Lo studio è stato finanziato dal progetto "Epic" nell'ambito del programma europeo Interreg Italia-Austria e del programma di ricerca italiano Prin. (ANSA).
   

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