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Bori, medico medicina generale anche per senza fissa dimora

Il consigliere regionale del Pd annuncia proposta di legge

(ANSA) - PERUGIA, 14 FEB - "Anche in Umbria i senza fissa dimora devono poter usufruire di un medico di medicina generale e di un'assistenza sanitaria utile ad assicurare una vita dignitosa. Le Istituzioni regionali si dimostrino sensibili ai bisogni di cura delle persone più fragili e alla salute di chi rischia di rimanere ai margini della società": lo chiede il consigliere regionale del Pd Tommaso Bori, vice presidente della Commissione Sanità. Il quale annuncia la presentazione di una proposta di legge finalizzata "all'iscrizione dei senza fissa dimora nelle liste degli assistiti delle aziende sanitarie locali regionali".
    "Nonostante la nostra Costituzione definisca espressamente la salute come un diritto fondamentale dell'individuo, da garantire in un sistema pubblico e universalistico a tutte e tutti, nella realtà - sottolinea Bori - chi non risulta iscritto negli elenchi delle Aziende sanitarie locali per mancanza del certificato di residenza, non può accedere all'assistenza sanitaria di base, ma solo, in caso di bisogno, a interventi emergenziali o urgenti. Ciò comporta un minor grado di prevenzione, meno cure e meno dignità per i soggetti più fragili e bisognosi di attenzione, ma anche un aggravio di spese per il servizio pubblico, considerando che il costo di una prestazione ospedaliere arriva a costare fino a quattro volte tanto rispetto a quella del medico di base. Per questi motivi ritengo che tanto più in una realtà come l'Umbria, che è stata la terra di San Francesco e Aldo Capitini, si possa e si debba stabilire per legge che anche i senza tetto abbiano il diritto ad accedere all'assistenza sanitaria di base e possano avere garantiti i cosiddetti Lea, i Livelli essenziali di assistenza, in coerenza con quanto previsto dagli articoli 32 e 117 della Costituzione e seguendo l'esempio virtuoso delle altre Regioni italiane che sono già intervenute su questa materia". “Mi auguro - afferma Bori - che su questa proposta possa realizzarsi la più ampia convergenza tra le forze politiche, cosicché la nostra regione possa affermare con orgoglio un principio di civiltà e di giustizia sociale e al contempo di equità della spesa pubblica. In particolare, l’articolato prevede che ‘al fine di assicurare l’esercizio del diritto all’assistenza sanitaria, la Regione Umbria, nell’ambito della propria potestà di organizzazione del Servizio sanitario regionale, riconosce ai cittadini italiani senza dimora e non residenti in paesi diversi dall’Italia, privi di qualsiasi assistenza sanitaria, la possibilità di iscriversi nelle liste degli assistiti delle aziende Usl del territorio regionale, e di effettuare la scelta del medico di medicina generale nonché di accedere alle prestazioni garantite dai Lea”.

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