Le promesse di Donald e Joe

Redazione ANSA

Dalla gestione dell'emergenza pandemia all'economia, dal clima all'immigrazione. Le promesse elettorali di Donald Trump e Joe Biden agli americani non sono solo diverse, sono diametralmente opposte, riflettendo un'America mai così divisa e piegata dal Covid-19.

Per risollevare il paese JOE BIDEN promette nei suoi primi 100 giorni alla Casa Bianca di ascoltare gli esperti e delineare un piano nazionale per combattere il CORONAVIRUS fatto di test disponibili per tutti, un programma di tracciamento dettagliato e ospedali equipaggiati per far fronte all'emergenza. Senza spingersi a imporre un mandato nazionale per le mascherine, l'ex vicepresidente si impegna a condurre un pressing incessante sui governatori affinché l'obbligo sia stabilito a livello statale, in modo da evitare prolungate battaglie in tribunale. Nella lotta al virus c'è anche la difesa a spada tratta dell'Obamacare. Intrecciato alla pandemia è il tema del rilancio dell'ECONOMIA travolta dal virus. Biden punta a un aumento della tasse per chi guadagna più di 400.000 dollari l'anno in modo da rendere il sistema più equo e colmare quel gap fra i paperoni sempre più ricchi e una classe media in difficoltà, con gli afroamericani e gli ispanici ai margini della società. Sempre sul fronte della politica interna la ricetta di Biden prevede una RIFORMA DELLA POLIZIA per far fronte a quel "razzismo sistemico" piaga della società americana, senza comunque arrivare a strappare fondi alle forze dell'ordine, come chiesto dall'ala più di sinistra dei democratici. Ma anche la creazione di una commissione per studiare una riforma della CORTE SUPREMA, una mossa che si è resa necessaria agli occhi di molti dem dopo la nomina di Amy Coney Barrett che ha consolidato la presa conservatrice fra i saggi. In politica estera il candidato democratico si impegna a rilanciare il ruolo degli Stati Uniti nel mondo, restituendo al paese quel lustro nella diplomazia internazionale che "ha perso negli ultimi quattro anni", con il ritorno di Washington all'accordo sul CLIMA di Parigi e all'intesa sul nucleare con l'IRAN.

Per DONALD TRUMP il suo secondo mandato alla Casa Bianca passa per la madre di tutte le battaglie dei repubblicani, ovvero l'ABOLIZIONE DELL'OBAMACARE e la sua sostituzione con un piano migliore, che finora comunque non è stato presentato. Il presidente si impegna poi a rilanciare l'ECONOMIA con un taglio delle tasse con il quale perseguire l'obiettivo di una "maggiore unità" del Paese, perché - ha spiegato più volte - l'America è unita quando ha successo. La tutela del Secondo Emendamento per le ARMI è un'altra della sue maggiori promesse elettorali, insieme al RAFFORZAMENTO DELLA POLIZIA e a una nuova stretta sull'IMMIGRAZIONE per favorire il "law and order" che tanto gli è caro. Sul palcoscenico internazionale Trump assicura che continuerà a portare avanti la sua battaglia contro i "veri grandi" nemici americani, l'IRAN e la CINA, quest'ultima additata come "l'unica responsabile" della pandemia che deve pagare un caro prezzo.

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