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Covid: Barmasse, non necessario un altro drive-in

Ganis, poche farmacie per tamponi e molti medici non fanno test

Il gruppo Lega ha voluto conoscere le intenzioni della Giunta sul potenziamento del servizio decentrato per l'effettuazione di tamponi Covid, richiamando anche la delibera 20/2022 che prevede che, dal 15 gennaio, il test rapido di fine quarantena o isolamento alle persone senza sintomi da Covid-19 possa essere effettuato anche dalle farmacie, dai medici di assistenza primaria e dai pediatri di libera scelta.
    "Le farmacie convenzionate - ha detto il consigliere Christian Ganis - sono poche e comunque situate nei dintorni di Aosta, così come il Drive-in, svantaggiando quindi i cittadini valdostani che risiedono in località distanti dal capoluogo.
    Inoltre sono pervenute numerose segnalazioni sul diniego dell'effettuazione del tampone da parte di medici di assistenza primaria. Chiediamo se i medici di assistenza primaria possano rifiutarsi di fare i test antigenici e, in caso negativo, quali comportamenti si debbano adottare in questi casi. Vorremmo inoltre sapere se è intenzione stipulare nuovi accordi con farmacie situate lontano dal capoluogo regionale e se, nel caso non si riuscisse ad organizzare un servizio che copra tutto il territorio regionale, si preveda di realizzare una struttura simile al drive-in di Aosta".
    "Al momento - ha risposto l'assessore alla Sanità, Roberto Barmasse - non c'è l'esigenza di stipulare nuovi accordi con le farmacie, poiché ci si deve attenere al protocollo d'intesa tra il ministro della Salute, il commissario straordinario per l'emergenza Covid, Federfarma, Assofarm e Farmacieunite, che è la norma di riferimento, che pur rappresentando l'impegno assunto dai rappresentanti di categoria, non obbliga le farmacie all'adesione. Per quanto riguarda i medici di assistenza primaria, la norma e le disposizioni contrattuali, non prevedono che possano rifiutarsi di effettuare i test antigenici rapidi.
    In caso di rifiuto i pazienti possono effettuare la segnalazione all'azienda Usl che dovrà procedere con le verifiche e gli interventi del caso". Riguardo all'ipotesi di un altro drive in, vista l'"importante riduzione di tamponi (da mille a 100 al giorno), l'Usl non ritiene opportuno aprire altri centri perché sarebbero sottoutilizzati".
   

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