Ercole e Dejanira di Guido Reni dal Louvre di Parigi alla Pinacoteca Nazionale di Bologna

Bologna - Mostra

Il 5 settembre viene presentato il capolavoro di Guido Reni, Ercole e Dejanira (tela, cm 284,7x218) avuto in cambio dal Museo del Louvre di Parigi per la Pinacoteca Nazionale di Bologna, che ha prestato al museo Condé di Chantilly la Strage degli innocenti del medesimo artista.
Una eccezionale occasione di vedere a confronto le opere religiose del maestro con una delle sue più significative realizzazioni dedicate a una “favola” antica.
Il dipinto fa infatti parte di una serie di quattro tele eseguite da Guido Reni tra il 1617 e 1620 per il duca di Mantova Ferdinando Gonzaga, dedicate alla Storia di Ercole. Destinata ad una sala della villa La Favorita nei pressi della città, la serie dovette avere inizio con la commissione dell’Ercole sul rogo, a cui fecero seguito, in un ordine che non è possibile stabilire con certezza, Ercole e l’Idra, Ercole e Acheloo e, appunto, Ercole e Dejanira, oggi tutti conservati al Louvre.
Il dipinto è ispirato ad un passo delle Metamorfosi di Ovidio e raffigura il rapimento, da parte del centauro Nesso di Dejenira, moglie di Ercole. Dopo essersi offerto di fare attraversare il fiume alla donna, Nesso, innamoratosi perdutamente, tornò sulla riva del fiume che Ercole aveva già attraversato. Reni, in questo dipinto illustra il momento di inebriante gioia del centauro, fiducioso


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