Ensemble Mandolinistico Estense, Di tanti palpiti. Il fascino del mandolino nelle arie d'opera

Modena - Concerto

L'idea di eseguire celebri arie liriche con il mandolino potrebbe sollevare diverse perplessità: in realtà per gran parte dell''800 e durante la prima metà del '900 le orchestre a plettro erano presenti in tutte le città italiane (a Modena nel 1920 era attiva una mandolinistica di 50 elementi diretta dal musicista Primo Silvestri) ed il loro repertorio si basava principalmente su trascrizioni sinfoniche e di opere liriche, svolgendo, al pari delle bande, un'importante funzione di divulgazione per il pubblico che non riusciva ad accedere ai teatri. In effetti il timbro di questi strumenti, caratterizzato dall'inconfondibile modo di esecuzione del “tremolo” ben si presta a sottolineare e ad esaltare i moti dell'animo, le passioni, la sentimentalità (e non a caso lo strumento è indissolubilmente legato alla canzone napoletana, sentimentale per antonomasia). Ma a guardare in fondo, l'apparente estraneità del mandolino all'opera è smentita da vari inserimenti in celebri opere: Vivaldi, che già compose tre memorabili concerti per mandolino e archi, lo impiega nell'aria Transit aetas della Juditha Triumphans, Händel nell'aria  He strikes the golden lyre dell'Alexander Balus, Mozart nella serenata Deh vieni alla Finestra del Don Giovanni, Paisiello lo inserisce nel suo Barbiere di Siviglia mentre Verdi rende un particolare omaggio proprio all'orchestra a plettro, prevedendo l'impiego di otto chitarre ed otto mandolini per la banda che appare nel secondo atto dell'Otello nella romanza Dove guardi splendono. Niente di strano, allora, anzi, un buon motivo per apprezzare una tavolozza timbrica suggestiva, sempre meno inconsueta, visto il riaffermarsi dello strumento negli ultimi anni.

L’Ensemble Mandolinistico Estense orchestra a plettro di Modena diretta dal M°Roberto Palumbo, nasce nel 1997 nell’intento di riproporre l’importante tradizione della musica degli strumenti “a plettro” ed “a pizzico”, viva in questa città durante tutto il Novecento grazie soprattutto al contributo di musicisti quali Romolo Ferrari e Primo Silvestri. I suoi componenti appartengono a quel vasto gruppo di mandolinisti e chitarristi provenienti da molteplici esperienze che da diversi decenni, con varie denominazioni e attraverso alterne vicende organizzative, hanno sempre svolto un’intensa attività. L’aspirazione a diventare una vera e propria orchestra impegna l’E.M.E. nell’organizzare corsi per tutti gli strumenti dell’organico, cosicché alcuni allievi già partecipano a pieno titolo all’attività concertistica. In questi anni l’E.M.E. ha svolto numerosi concerti basati su vari programmi, spaziando dalla musica classica scritta specificatamente per questo tipo di organico, ambito privilegiato dell’attività del gruppo, alle trascrizioni di musica classica scritte per altri strumenti, dedicando un particolare riguardo al repertorio della canzone napoletana classica, passaggio obbligato per l’arte del plettro. 

Mandolini: Roberto Palumbo, Fabio Biaggi, Annalisa Desiata, Ofelia Elia, Bartolomeo Liguori, Eugenio Palumbo, Valerio Stano, Eleonora Trenti

Mandola:  Simona GrecoEljon Mertiri

Chitarre: Roberto Guarnieri, Leonardo Lospalluti, Ivano Pagliuso, Giacomo Tincani

Chitarra Basso: Dante Trenti

Contrabbasso: Mattia Fazio

piazza Sant'Agostino, 337, Modena

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