Crescono i problemi dell'udito, pandemia peggiora il disagio

In Italia 7 milioni di ipoacusici: al centro di ANSA-Incontra

Redazione ANSA ROMA

In Italia sono circa 7 milioni le persone che soffrono di ipoacusia e che hanno problemi all'udito. Una condizione i cui casi sono in aumento, che tocca i più piccoli ma che è soprattutto tipica dell'anziano e che non si traduce solo nel sentire meno o per nulla, ma che causa anche profondi problemi sociali. La pandemia di Covid-19, con l'uso delle mascherine, ha reso più difficile la lettura del labiale e ha acuito l'isolamento. Di tutto questo si è parlato nel corso di un ANSA-Incontra con Fabrizio Alfieri, direttore del Centro ricerche e studi di Amplifon Italia; Roberto Albera, presidente della Siaf, la Società italiana di audiologia e foniatria e Luca Marini, responsabile della comunicazione di Amplifon.

E' il presidente di Siaf a spiegare che un bimbo su mille nasce sordo nei Paesi occidentali, ma che l'Italia è "uno tra i Paesi più avanzati al mondo" con uno "screening universale" presente in quasi tutte le Regioni. C'è poi una parte di pazienti pediatrici colpiti da ipoacusie causate da otiti: un fenomeno che riguarda tra 7 e 8 bimbi su 10 nei primi 6 o 7 anni di vita, ma che "nella stragrande maggioranza dei casi" non lascia traccia.

Per i più giovani la prevenzione passa dalla formazione su un corretto uso delle cuffie per ascoltare la musica. "L'ascolto ragionevole, intervallato da fase di silenzio acustico è più che sufficiente per fare una buona prevenzione", spiega Albera.

L'ipoacusia causa una serie di problemi sociali, acuite anche dall'isolamento che deriva dalle difficoltà di ascolto, specie negli anziani. La pandemia di Covid-19 ha reso più complessa la vita degli ipoacusici. Spiega il presidente Siaf come la mascherina causi un abbattimento del suono di circa 10/15 decibel e delle alte frequenze. "Immaginiamo di essere in un negozio con un grosso rumore di fondo che copre le basse frequenze e con le alte frequenze mascherate dalla mascherine: tutto questo porta a un calo dell'intellegibilità", dice Albera.

Il numero degli ipoacusici in Italia è in crescita. "La prevalenza oggi è di circa il 12%. Si stima che il 50% degli ultraottantenni abbia un problema di ipoacusia. Oggi ha un tasso di crescita del 5% e che in futuro potrà arrivare intorno al 7-10%", commenta Alfieri. Per Luca Marini "oggi in Italia mediamente trascorrono 7 anni da quando un paziente ha i primi segni del calo dell'udito al momento in cui decide di sottoporsi al test. Dobbiamo ridurre questo spazio per ridurre i danni alle persone e alle società". (ANSA).
   

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