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Epilessia: in Italia 30mila casi all’anno, persiste stigma

Per 57% cittadini Ue chi ha l'epilessia rischia discriminazioni

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L’epilessia è una delle malattie neurologiche più comuni, con implicazioni economiche e sociali significative. In Italia ne sono affette circa 500.000 persone, con 30.000 nuovi casi ogni anno. Una percentuale significativa di pazienti è refrattaria ai trattamenti disponibili, dal 15% al 37%. A fornire i dati è Angelini Pharma, in occasione dell’immissione in commercio in Italia di cenobamato (nome commerciale Ontozry), nuova opzione terapeutica per il trattamento delle crisi a esordio focale negli adulti con epilessia farmaco-resistente che non sono stati adeguatamente controllati nonostante una storia di trattamento con almeno due medicinali antiepilettici.
La malattia può essere letale solo in presenza di crisi di lunga durata, rappresentate dal cosiddetto stato epilettico; oppure per eventi conseguenti alle crisi (incidenti etc) o per cause indirette (polmonite da introduzione di cibo delle vie aeree etc.). In rare occasioni il decesso è causato dalla cosiddetta morte improvvisa inattesa ed inspiegata (SUDEP).
Tuttavia chi soffre di epilessia deve fare i conti tutti i giorni con una qualità di vita ridotta perché condizionata dalla patologia. L'epilessia continua ad essere anche causa di emarginazione sociale, soprattutto in ambito lavorativo e nelle relazioni interpersonali, anche sentimentali.
Una recente survey, condotta da SWG per conto di Angelini Pharma in occasione del Purple Day su 4.000 cittadini europei, ha fatto emergere un quadro solo in apparenza rassicurante: la maggior parte degli intervistati ritiene infatti che le persone con epilessia siano persone del tutto normali. Tuttavia, alla domanda “se tu avessi l’epilessia, ne parleresti con i tuoi colleghi o avresti paura di perdere il lavoro?” oltre il 40% degli intervistati in tutti i Paesi risponde che avrebbe timore di essere licenziato e oltre il 30% non condividerebbe l’informazione sulla propria malattia con i colleghi e le colleghe. Alla domanda se le persone con epilessia possano soffrire di forme di discriminazione, in media il 57% del campione ha risposto affermativamente.
Nel mondo sono 50 milioni le persone con epilessia attiva.

In collaborazione con:
Angelini Pharma

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