Parisi,servono fondi per dare un futuro alla ricerca

Bernini, impegno del Governo per aiutarla

Enrica Battifoglia

Fondi strutturali alla ricerca italiana per assicurare un futuro ai tanti giovani costretti a lasciare il Paese, regole chiare e snelle per accedere alle infrastrutture e ai finanziamenti: sono le richieste presentate all'unisono da alcuni fra i nomi più prestigiosi della scienza italiana, come il Nobel Giorgio Parisi, la senatrice Elena Cattaneo e la presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) Maria Chiara Carrozza. Immediata la risposta del ministro per l'Università e la Ricerca, Anna Maria Bernini: 'C'è da parte del Governo tutto l'impegno ad aiutare la ricerca" e di "darle tutti i mezzi possibili".

E' accaduto nel convegno organizzato in Senato a dieci anni dalla morte del Nobel Rita Levi Montalcini, dall'Istituto europeo per le ricerche sul cervello (Ebri) e dall'Accademia dei XL, per iniziativa della senatrice Cattaneo. "Mi impegno ad aiutare la ricerca e certamente il governo lo farà", ha detto ancora Bernini.

E' stato il primo degli eventi dedicati a Rita Levi Montalcini, morta il 30 dicembre 2012. Non ci sarebbe stato modo migliore per ricordare la signora della scienza italiana, con le sue tante battaglie in difesa della ricerca. "Rita Levi Montalcini era sempre stata un'appassionata della ricerca e riteneva suo dovere fare in modo che ricerca in Italia non soffrisse e fosse a un livello consono alle enormi capacità degli italiani di giocare un ruolo a livello mondiale", ha detto Parisi.

Proprio da Parisi è partito l'appello perché la ricerca abbia fondi strutturali per cioè evitare che dopo il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) i fondi per la ricerca tornino a livelli bassi. "Per il bene del Paese è essenziale programmare, capire fin da adesso quali debbano essere i finanziamenti da accampare dopo il Pnrr", ha detto Parisi, citando come modello il Piano quinquennale per la ricerca messo a punto da Ugo Amaldi, Luigi Ambrosio, Luciano Maiani e Angela Santoni. Il Piano è un punto di riferimento anche per Elena Cattaneo, che lo considera una polizza per il futuro del Paese: "dovremmo chiedere che quel documento sia la base della programmazione della ricerca per il futuro", ha detto, e "dobbiamo lavorare fin da adesso per prolungare quello che il Pnrr ha reso possibile, chiedendo di valutare le operazioni e fatte e di prolungare solo quelle che si sono rivelate efficaci", ha aggiunto.

Guarda al futuro anche il Cnr, che vede in un accesso alle infrastrutture più facile e meno burocratico un altro elemento importante per rendere l'Italia un Paese capaci di attrarre ricercatori. "E' difficile accadere alle infrastrutture anche perché occorrono troppe autorizzazioni", frutto di un'organizzazione gerarchica che secondo Carrozza andrebbe modificata.

La burocrazia crea ostacoli anche alla creatura alla quale Rita Levi Montalcini ha dedicato gli ultimi anni della sua vita, ossia l'Istituto europeo per le ricerche sul cervello (Ebri). "Nonostante i nostri ricercatori lavorino su temi con un forte impatto sulla società, come Alzheimer, malattie neurodegenerative e malattie rare, l'Ebri è una fondazione privata e come tale non può accedere ai bandi pubblici per la ricerca", ha detto il presidente della Fondazione Ebri, Antonino Cattaneo, che è stato a lungo collaboratore di Rita Levi Montalcini, così come Pietro Calissano, che nell'incontro ha ripercorso la lunga e difficile storia della scoperta del fattore di crescita delle cellule nervose, l'Ngf che ha valso il Nobel a Levi Montalcini.

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