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Cinema: Sanda, Il giardino dei Finzi-Contini parte mia vita

Sessant'anni fa prima edizione del libro-capolavoro di Bassani

(ANSA) - FERRARA, 02 FEB - "Il Giardino dei Finzi Contini fa parte della mia vita. Mi è capitato non so quante volte di 'accompagnarlo' in giro per il mondo: proiezioni, anniversari.
    Ricordo la prima a Gerusalemme con l'allora prima ministra Golda Meir. Per tutta la durata del film, in sala c'era stato un silenzio irreale, non si percepiva un movimento. De Sica era molto teso, pensava: 'Ecco, non è piaciuto'. In realtà, quando si sono accese le luci, ci siamo accorti che erano tutti in lacrime". Lo ricorda in un'intervista a 'F' Dominique Sanda, la Micol de 'Il Giardino dei Finzi-Contini' che l'11 marzo compirà 71 anni, in un 2022 che segna i 60 anni dall'uscita della prima edizione del libro-capolavoro del ferrarese Giorgio Bassani e i 50 anni dal premio Oscar del film, ispirato al libro, a firma di Vittorio De Sica. L'attrice vive in Uruguay, dove si è trasferita col marito, il filosofo di origini romene Nicolae Cutzarida, ma il suo futuro torna a incrociare l'Italia: è infatti in uscita 'Il paradiso del pavone', film di Laura Bispuri presentato a Venezia, che la vede di nuovo in scena.
    "Al di là delle controversie che hanno accompagnato il film di De Sica e al suo adattamento cinematografico de 'Il Giardino dei Finzi Contini' del 1970 una cosa è certa: la figura di Micol Finzi-Contini, così come Helmut Berger nel ruolo di Alberto, è consolidata nella storia - dice l'assessore alla cultura di Ferrara, Marco Gulinelli - Quella di Dominique Sanda è una straordinaria interpretazione e una altrettanto straordinaria carriera cinematografica mondiale. Sanda è musa e indimenticabile protagonista di uno dei capolavori della letteratura del '900. La figura di Micol 'aleggia' nei palazzi del centro storico, nel giardino che non c'è, nelle mura che circondano Ferrara, nel cimitero ebraico e in tutti quegli spazi dove i confini tra finzione e realtà scompaiono. Se pensi o immagini Micol Finzi-Contini pensi al volto della Sanda consolidando l'idea di come il romanzo di Bassani e la sublime interpretazione dell'attrice francese possano influenzare il modo di immaginare la città". (ANSA).
   

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