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Covid: gestori discoteche, il Governo mantenga gli impegni

Indino (Silb E-R), molti si preparano all'11 febbraio, non tutti riaprono

Il popolo della notte freme in riviera romagnola: il prossimo weekend potrebbe essere quello della tanto attesa riapertura dei locali da ballo dopo praticamente due anni di stop, salvo rare finestre di respiro. I gestori, estenuati, sono in fibrillazione: la data cerchiata di rosso sul calendario è quella dell'11 febbraio, il termine - al netto di novità last minute - della proroga della chiusura delle discoteche. La maggior parte degli imprenditori scalda i motori e sta già promuovendo le serate del prossimo weekend, ma il malcontento è tanto e ci sono anche molti che, temendo nuovi rinvii, per il momento decidono di tenere le saracinesche abbassate.

"Cresce l'attesa, siamo in fibrillazione: moltissimi si stanno preparando e organizzando per aprire il giorno 11 febbraio, ma allo stesso tempo molti non apriranno perché non hanno più fiducia nel Governo", fa il quadro Gianni Indino, presidente del Silb-Fipe Emilia-Romagna, il sindacato dei locali da ballo. Del resto se è vero che qualche spiraglio c'è, col sottosegretario alla Salute Andrea Costa che ha parlato della possibilità di riaprire le discoteche, non mancano i segnali di cautela, come l'invito alla prudenza arrivato dal consulente del Ministero, Walter Ricciardi per il quale sarebbe meglio aspettare ancora.

Il sindacato spinge e insiste sulla sicurezza delle discoteche. "È giunto il momento di iniziare ad allontanare la paura che ci ha bloccato per due anni", "ci sarebbero controlli ed entrerebbero almeno solo i vaccinati". A differenza di quanto accade con i party abusivi che proliferano, come l'ultimo rave sventato nel Modenese. Le riaperture sarebbero riservate a chi ha il super Green pass, quindi vaccinato o guarito dal Covid-19, e sarebbero vincolate a una capienza all'interno del 50% (75% all'esterno ma per il momento la stagione non consente di stare all'aperto). Mascherine in tutti i luoghi del locale tranne che in pista, anche se quest'ultima norma è contestata dai gestori che la considerano impraticabile e senza senso.

Tra chi ha deciso di riaprire già l'11 c'è il Peter Pan di Misano Adriatico. Il gestore Marco Tiraferri vuole essere ottimista. "Non c'è l'ufficialità è vero - dice all'ANSA - ma siamo stanchi di averle sei ore prima della scadenza di un decreto. Meritiamo rispetto, siamo strutture che devono fare un certo tipo di programmazione. Se non si dovesse riaprire l'11? Al momento valuteremo cosa fare".

Più cauto qualche suo collega, come Enrico Galli, che in riviera tra l'altro gestisce il Cocoricò di Riccione, un simbolo con la sua piramide, che aveva riaperto i battenti a fine novembre dopo tre anni di chiusura tra il fallimento della precedente gestione e la pandemia. "È tutto pronto ma non mi fido del Governo, non si riparte con un'attività del genere dall'oggi al domani", dice. "Per due anni ci hanno trattato come ciabatte, e poi non hanno ancora annunciato che si riapre, hanno solo prolungato la chiusura". "Io sono pronto ma voglio avere la certezza", "anche la gente è stanca. Aspetterò la comunicazione ufficiale e in due settimane riapro". "Siamo aziende come le altre, che danno da mangiare a famiglie".

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