Stoltenberg, l'odio è ancora presente dopo la strage di Utoya

'Lottare ogni giorno per difendere la democrazia'

Redazione ANSA

BRUXELLES - "Dieci anni fa, abbiamo risposto all'odio con l'amore. Ma l'odio è ancora presente. Lo abbiamo visto quando il memoriale di Benjamin Hermansen venne brutalmente profanato. Lo abbiamo visto di nuovo quando Johanne Zhangjia Ihle-Hansen venne uccisa a causa del colore della sua pelle o quando venne attaccata la moschea Al-Noor a Bærum" in Norvegia. Il segretario della Nato Jens Stoltenberg, che nel 2011 era il primo ministro della Norvegia, ha ricordato nel suo discorso in occasione del decennale della strage di Utoya, i casi recenti di due giovani norvegesi uno di origine africana e una di origine cinese vittime di omicidio a sfondo razziale. "I sopravvissuti sono ancora minacciati. La gente ha paura di esprimere la propria opinione. Questo ci ricorda che la democrazia non è una vittoria che si ottiene una volta per tutte. Ma per essa dobbiamo lottare, ogni singolo giorno", conclude Stoltenberg.

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