Ue, dialogo con talebani non è riconoscimento

Direttore Asia Eeas, presenza a Kabul se situazione lo permette

Redazione ANSA

BRUXELLES, 01 SET - "La situazione è drammatica in Afghanistan dal punto di vista della sicurezza, umanitario e anche strategico. La delegazione europea è stata evacuata appieno ed è stata ricollocata a Bruxelles temporaneamente". Lo ha detto Gunnar Wiegand, direttore per l'Asia e il Pacifico del Servizio europeo per l'azione esterna in audizione al Parlamento europeo.

"Si sta discutendo con i partner se mantenere nel Paese una presenza minima europea a Kabul una volta che la situazione della sicurezza lo permetterà, per garantire in un modo o nell'altro che le attività umanitarie possano continuare", ha aggiunto, precisando che "dobbiamo impegnarci con i talebani per cercare di comunicare con loro e cercare di influenzarli usando le leve che abbiamo in mano, senza però affrettarci per riconoscere questa formazione". Wiegand ha poi sottolineato che obiettivo dell'Ue è "evitare che l'Afghanistan diventi una base per i terroristi per progettare attacchi".

"Con l'acuirsi della crisi la situazione" in Afghanistan "sta diventando insostenibile. Ho parlato questa mattina con il personale delle Nazioni Unite sul posto che mi ha dato delle cifre raggelanti, ovvero una stima di 120 bambini che moriranno ogni giorno se non riavvieremo immediatamente gli aiuti alimentari. Certo sono solo delle statistiche ma rendono l'idea di quante persone siano in grande pericolo di vita". Cosi la capo Unità Asia, Pacifico, America Centrale e Meridionale della Protezione civile europea, Raffaella Iodice, durante il suo intervento alla commissione Affari Esteri del Parlamento europeo nel dibattito sulla situazione attuale in Afghanistan. "I recenti sviluppi hanno portato 3,5 milioni di sfollati interni causa della violenza degli ultimi mesi che si aggiungono a 14,4 milioni di persone che sono state colpite dalla crisi alimentare legata alla siccità", ha aggiunto Iodice.

"Dobbiamo trovare modi per mitigare ed evitare gravi disastri umanitari o, come ha affermato il commissario Johansson ieri durante il Consiglio, dobbiamo affrontare la crisi umanitaria in Afghanistan per evitare una crisi migratoria". Cosi Gunnar Wiegand, direttore per l'Asia e il Pacifico del Servizio europeo per l'azione esterna in audizione al Parlamento europeo durante il dibattito sulla situazione in Afghanistan.

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