Borrell, con i talebani c'è impegno operativo

'Ma non significa il riconoscimento del regime'

Redazione ANSA

BRUXELLES - "Restiamo impegnati a sostenere il popolo afghano. Dovremo impegnarci con i talebani, ma non significa riconoscimento. Si tratta di un impegno operativo, che potrà aumentare sulla base del loro comportamento". Lo ha detto l'Alto rappresentante dell'Ue Josep Borrell elencando cinque condizioni, sulla base delle quali sarà giudicato il comportamento dei talebani.

Tra le condizioni: che il Paese non diventi la base per il terrorismo; il rispetto dei diritti delle donne; la formazione di un governo inclusivo; accesso libero per gli aiuti umanitari; la partenza degli stranieri e gli afghani a rischio che vogliono lasciare il Paese.

"L'Ue avvierà una piattaforma politica con i vicini dell'Afghanistan. Sarà costruita sulle ampie relazioni dell'Ue e degli Stati membri con questi Paesi".

"La piattaforma politica - ha spiegato Borrell - valuterà tra le altre questioni la gestione dei movimenti della popolazione dall'Afghanistan, la prevenzione della diffusione del terrorismo, e di attività criminali come il traffico di droga. Questo richiederà un grosso sforzo diplomatico, e sarà coordinato dal Servizio europeo per l'azione esterna".

"Le persone a rischio, che lavoravano con gli occidentali, che sono a rischio, che hanno partecipato al processo di democratizzazione, e sappiamo che sono rimaste in Afghanistan, devono essere evacuate. Gli Stati membri decideranno su base volontaria di accogliere queste persone. Al fine di attuare questa evacuazione e valutare l'attuazione delle condizioni poste dalla Ue, abbiamo deciso di lavorare in modo coordinato, con una presenza europea congiunta a Kabul, coordinata dal Servizio europeo di sicurezza, se le condizioni di sicurezza lo consentono". Ha detto Borrell, aggiungendo che l'Ue intende avviare una piattaforma politica con i Paesi vicini all'Afghanistan da costruire "sulle ampie relazioni dell'Ue e degli Stati membri con questi Paesi". "La piattaforma politica - ha proseguito - valuterà tra le altre questioni la gestione dei movimenti della popolazione dall'Afghanistan, la prevenzione della diffusione del terrorismo e di attività criminali come il traffico di droga. Questo richiederà un grosso sforzo diplomatico, e sarà coordinato dal Servizio europeo per l'azione esterna".

"La presenza coordinata di un team dell'Unione a Kabul non è affatto un primo passo verso il riconoscimento dei talebani. È la prima cosa pratica da fare se vogliamo mantenere un contatto operativo col nuovo governo afghano". Lo ha detto Borrell, rispondendo ad una domanda alla conferenza stampa finale del Gymnich. Occorre farlo - ha spiegato "perché con i talebani dobbiamo discutere di questioni importanti, a partire da come evacuare le diverse migliaia di persone" che non siamo riusciti a trarre in salvo con i voli. "Se le condizioni di sicurezza non permetteranno di stare a Kabul, andremo a Doha, il punto più vicino per contattare i talebani". "Gli Stati membri non riapriranno le loro ambasciate domani, né l'Ue aprirà una delegazione, come se niente fosse accaduto", ha aggiunto.

"La dichiarazione dei ministri dell'interno Ue giorni fa conferma l'approccio esaustivo della Commissione europea per evitare crisi migratorie e una crisi umanitaria in Afghanistan. Per il momento non abbiamo visto grandi movimenti nei paesi limitrofi all'Afghanistan, ma dobbiamo prepararci a ogni tipo di scenario per proteggere chi è in pericolo immediato e rafforzare le capacità dei paesi confinanti per fare in modo che ci sia una accoglienza degna per i rifugiati". Così un portavoce della Commissione europea che ha lanciato un nuovo appello agli Stati membri "a prevedere dei corridoi sicuri con procedure di reinsediamento su base volontaria".

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