Ue-Usa, chip e Ia tra le priorità summit del commercio-tech

Fonti europee, documento verrà discusso domani da ambasciatori dei 27

Redazione ANSA

BRUXELLES - Intelligenza artificiale, controllo sulle esportazioni, monitoraggio degli investimenti, catene di approvvigionamento dei semiconduttori, e sfide commerciali globali: sono queste le cinque aree su cui si concentra la bozza preliminare della dichiarazione congiunta Ue-Usa, che sarà adottata al Consiglio commercio e tecnologia, il 29 settembre, a Pittsburg.

Il documento, di cui l'ANSA ha preso visione, è soggetto a cambiamenti, dati gli incontri degli esperti in corso, e sarà discusso alla riunione degli ambasciatori Ue di domani (Coreper), spiegano fonti diplomatiche europee, dopo il ritardo dei giorni scorsi. La riunione inaugurale aveva rischiato di slittare, a causa delle tensioni nate attorno all'annuncio della partnership sulla sicurezza tra Usa, Australia e Regno Unito (Aukus) e la disdetta dei sottomarini francesi da parte di Canberra.

Nella bozza si spiega che Ue e Stati Uniti riaffermano "l'impegno a costruire un partenariato sul riequilibrio delle catene di approvvigionamento globali di semiconduttori al fine di migliorare la rispettiva sicurezza di approvvigionamento, oltre alla capacità di progettare e produrre i semiconduttori più potenti ed efficienti sotto il profilo delle risorse".

Inoltre Ue e Usa dichiarano la loro volontà a "sviluppare ed attuare un' Ia affidabile e responsabile e il loro impegno per un approccio incentrato sull'uomo". Sullo screening degli investimenti, nella dichiarazione si afferma che "l'apertura agli investimenti esteri è essenziale per la crescita economica e l'innovazione". L'intenzione è quella di "mantenere regimi di monitoraggio al solo fine di affrontare i rischi per la sicurezza".Questi regimi inoltre "dovrebbero essere accompagnati da adeguati meccanismi di applicazione".

Quanto invece alle "sfide del commercio globale", l'obiettivo è "lavorare a stretto contatto per affrontare politiche e pratiche distorsive del commercio non di mercato particolarmente dannose, migliorare l'efficacia delle rispettive misure ed esplorare modi per combattere gli effetti negativi di tali pratiche nei Paesi terzi".

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