Corte Ue, legge ungherese anti-Soros viola diritto europeo

Budapest, la nostra posizione sull'immigrazione non cambia

Redazione ANSA

BRUXELLES - Con la cosiddetta legge 'Stop Soros' che considera reato penale l'aiuto ai migranti e ai richiedenti asilo "l'Ungheria ha violato il diritto dell'Unione". Lo ha deciso la Corte di giustizia Ue pronunciandosi sul ricorso di Bruxelles contro il pacchetto di misure adottate nel 2018 dal governo di Viktor Orban per colpire l'immigrazione irregolare e le ong impegnate nelle attività di supporto ai migranti. Secondo la Corte, "la configurazione come reato" di queste attività "è in contrasto con l'esercizio dei diritti garantiti dal legislatore dell'Unione in materia di sostegno ai richiedenti protezione internazionale".

Con il pacchetto anti-migranti 'Stop Soros', Budapest ha introdotto tre anni fa un nuovo motivo di inammissibilità delle domande di asilo e, allo stesso tempo, previsto la configurazione come reato di qualsiasi attività (svolte perlopiù dalle ong) diretta ad agevolare l'inoltro delle domande di asilo dei migranti clandestini, prevedendo anche il carcere per le persone sospettate di aver commesso questo reato. Bruxelles ha ritenuto che, nell'adottare tali disposizioni, l'Ungheria sia venuta meno agli obblighi previsti dal diritto comunitario in materia di asilo e ha quindi deciso di presentare ricorso.

La Corte, riunita in Grande sezione, ha oggi accolto la parte essenziale del ricorso della Commissione Ue, sottolineando che "la normativa ungherese limita, da un lato, i diritti di avere accesso ai richiedenti protezione internazionale e di comunicare con questi ultimi e, dall'altro, l'effettività del diritto garantito al richiedente asilo di poter consultare, a proprie spese, un consulente legale o altro consulente". I giudici di Lussemburgo considerano poi che queste limitazioni non possono essere giustificate dagli obiettivi invocati da Budapest, "vale a dire la lotta contro il sostegno offerto ai fini del ricorso abusivo alla procedura di asilo e la lotta contro l'immigrazione illegale fondata sull'inganno".

"La posizione dell'Ungheria sull'immigrazione resta invariata". Lo afferma in una nota Zoltan Kovacs, portavoce del premier ungherese Viktor Orban, commentando la sentenza della Corte di giustizia dell'Ue sull'incompatibilità col diritto europeo della cosiddetta legge 'Stop Soros', il pacchetto anti-migranti approvato da Budapest tre anni fa. "L'Ungheria prende atto della sentenza - si legge - ma si riserva il diritto di agire contro le attività delle organizzazioni non governative finanziate dall'estero, comprese quelle finanziate da George Soros, che cercano" di influenzare, interferire o "addirittura promuovere la migrazione".

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