Ue apre a più aiuti di Stato per le aziende di chip

Domani la proposta di Bruxelles per nuovo approccio concorrenza

Redazione ANSA

BRUXELLES - La Commissione europea presenterà domani una proposta per rendere più flessibili le regole sugli aiuti di Stato per l'industria dei semiconduttori, consentendo più margini di finanziamento da parte dei governi a sostegno delle aziende europee produttrici di microchip. Lo si apprende da fonti vicine al dossier. L'intenzione di Bruxelles è anche quella di autorizzare più alleanze nel settore e aumentare la resilienza della catena di approvvigionamento.

La proposta sarà contenuta in un'apposita sezione della comunicazione sulla revisione della politica di concorrenza Ue che il collegio dei commissari adotterà in mattinata. Con la revisione Bruxelles punta a rendere la sua politica di concorrenza adatta alle nuove sfide, pur continuando ad assicurare il principio della parità di condizioni nel mercato unico e a garantire che le distorsioni della concorrenza siano ridotte al minimo e i benefici siano ampiamente condivisi, senza discriminazioni in tutta l'economia del Continente.

La sezione dedicata ai chip, spiegano le fonti, mostra la volontà della Ue di prendere in considerazione gli interessi dell'industria, colmare eventuali lacune di finanziamento nell'ecosistema dei semiconduttori per creare strutture europee uniche e permettere alle aziende di dotarsi di tecnologie più moderne e meno inquinanti. In linea con gli obiettivi della transizione verde e digitale.

Nei giorni scorsi la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è tornata a indicare la volontà di raddoppiare la quota europea di mercato nei chip entro il 2030, raggiungendo il 20% su scala globale. Come parte della strategia, la Commissione svelerà il suo 'Chips Act' nella prima metà del prossimo anno.

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