Ue: Fidanza (FdI), no ulteriori cessioni sovranità nazionale

'Crediamo in un modello di Europa confederale'

Redazione ANSA BRUXELLES
(ANSA) - BRUXELLES, 10 MAR - "Che l'Unione Europea debba essere ripensata siamo i primi a pensarlo, non per niente nello stesso nome del nostro gruppo accanto alla parola Conservatori, che indica i nostri valori di riferimento, c'è la parola Riformisti, perché crediamo che questa Europa abbia bisogno di essere riformata". Così il capodelegazione di Fratelli d'Italia- Ecr al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, intervenendo al briefing stampa online sulla Conferenza sul futuro dell'Europa organizzato dall'ufficio del Parlamento europeo in Italia.

"Siamo stati tuttavia l'unico gruppo ad astenerci su questa dichiarazione comune perché vediamo essenzialmente due rischi - precisa Fidanza -: il primo è che la partecipazione democratica prevista in varie parti della dichiarazione sia sostanzialmente finta. Per noi la partecipazione democratica si esercita con le elezioni in cui i popoli scelgono i loro rappresentanti e la loro idea di Europa".

Secondo Fidanza "il secondo rischio è direttamente collegato al primo: cioè che, per come è stata impostata, l'esito finale sia sostanzialmente già scritto. E cioè un ulteriore passo verso quella 'ever closer Union', quell'unione sempre più stretta che prevede ulteriori cessioni di sovranità nazionale. Noi invece crediamo in un modello di Europa confederale, in cui l'Unione eserciti un numero più limitato di competenze e nelle materie più importanti, (penso alla politica estera e al controllo delle frontiere esterne) senza sostituirsi agli Stati nazionali dove questi possono fare meglio".

L'eurodeputato FdI sottolinea che "proprio la vicenda del vaccino è per noi la dimostrazione più evidente che, anziché chiedere più competenze sottraendole agli Stati membri, l'Ue si debba attrezzare per svolgere al meglio quello a cui gli Stati la delegano. Tutti hanno riconosciuto, anche noi, che ci sarebbe stato un valore aggiunto europeo nella procedura comune di acquisto dei vaccini, e la Commissione Europea ha perso la scommessa". (ANSA).

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