Assange: Evi (Verdi), decisione Corte beffa a diritti umani

'Da due anni e mezzo in cella solo per aver svolto suo lavoro'

Redazione ANSA BRUXELLES
(ANSA) - BRUXELLES, 10 DIC - "Una notizia tristissima che appare quasi una beffa proprio nella Giornata mondiale sui diritti umani". Così in una nota i portavoce di Europa Verde Eleonora Evi e Angelo Bonelli commentano la decisione dell'Alta Corte di Londra in merito l'estradizione di Julian Assange dalla Gran Bretagna.

"È inaccettabile che Julian Assange sia rinchiuso da due anni e mezzo in una cella di massima sicurezza a Londra solo per aver svolto il suo lavoro, per aver avuto il coraggio di rendere pubblici documenti militari secretati sulla guerra in Afghanistan, che hanno svelato centinaia di brutali uccisioni compiute dagli Americani ai danni della popolazione civile.

Altrettanto irricevibile la sentenza di oggi, con la quale Assange rischia la condanna a 175 anni di carcere, in virtù di una legge statunitense sullo spionaggio del 1917, mai applicata finora", continua la nota.

"Noi di Europa Verde ribadiamo con forza che la detenzione e il procedimento penale nei confronti di Julian Assange sono un pericoloso precedente per i giornalisti e per il diritto alla libertà di espressione, che ha richiesto secoli di lotte e rivendicazioni", proseguono Evi e Bonelli.

"Incredibile che i giudici abbiano ritenuto sufficienti le garanzie offerte dagli Usa, lo stesso Paese che, nel portare avanti una palese guerra di potere, non ha esitato a ricorrere a torture, uccisioni e giustizia arbitraria ai danni dei civili.

Riteniamo vergognosa la sentenza di oggi, che rappresenta un'azione punitiva nei confronti del giornalismo indipendente, pilastro fondamentale dell'informazione pluralistica", spiegano da Europa Verde.

Esprimiamo la nostra vicinanza alla compagna di Assange, Stella Moris, condividendo la sua decisione di fare ricorso alle autorità giudiziarie del Regno Unito. E continueremo a chiedere il rilascio di Assange a gran voce, perché il processo contro di lui mette sul banco degli imputati i principi fondanti delle nostre democrazie", conclude la nota (ANSA).

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