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Italia (foto: Ansa)

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Gioventù azzurra, Mancini vuole la vittoria

Dopo il flop del 2018 il ct ha riportato gioco ed entusiasmo 

Una vittoria che manca da 52 anni e un buco azzurro nel tabellone dell'ultimo Mondiale. Nonostante le premesse, Roberto Mancini ha ambizioni altissime per l'Europeo 2020. "Non saremo soddisfatti se non torneremo a casa con la vittoria", l'impegno preso dal ct della rinascita, per la sua Italia giovane.
Quando dopo la mancata qualificazione a Russia 2018 l'ex doriano era stato chiamato alla guida della nazionale, pochi immaginavano che la sua classe in campo applicata alla rapida carriera in panchina fossero il binomio giusto anche da commissario tecnico: non per sfiducia, ma per consapevolezza della crisi di sistema. "Ma i giovani ci sono, basta saperli trovare, aspettare, valorizzare", ha sempre assicurato Mancini, senza nascondersi che la fiducia nel futuro e nel vivaio nostrano non fanno parte del bagaglio di troppi club. Cosi', ha cominciato un lavoro di puro artigianato calcistico, e dopo l'avvio incerto ha fatto decollare gioco, risultati e entusiasmo attorno alla nazionale. Fino al record di undici vittorie consecutive e un girone di qualificazione a punteggio pieno, come mai era capitato all'Italia. Numeri da Vittorio Pozzo, tanto per evocare la storia della nazionale.Il segreto di Mancini è semplice: conoscenza dei calciatori, utilizzo secondo le loro caratteristiche ("siamo piccoli, dobbiamo palleggiare dal basso"), tutto finalizzato al gioco. E alla base, la scommessa sui nuovi talenti azzurri. Donnarumma in porta può crescere con Sirigu alle spalle, ma al netto degli ampi margini di progressi tecnici a 22 anni ha gia' esperienza e peso tra i pali. La difesa, recuperato Chiellini per la consolidata coppia juventina con Bonucci, confida nelle forze fresche di Romagnoli-Mancini e nella sicurezza Acerbi. Vario il parco terzini, da Emerson alla 'scoperta' Piccini, passando per l'amato Biraghi. Il punto forte e' il centrocampo: Barella e Sensi sono il nuovo, Jorginho e Verratti i punti fermi, Pellegrini la variabile di talento.Tonali la scommessa. Dall'attacco il ct si attende risposte: individuali - da Chiesa o da Bernardeschi scivolato in seconda fila nella Juve - e di numeri. Dopo le difficolta' azzurre iniziali, Belotti e Immobile si sono sbloccati anche in nazionale, e il laziale ha cominciato la sua incredibile ascesa verso la conquista della Scarpa d’Oro di miglior bomber europeo. Nonostante le cifre, il centravanti azzurro non sembra avere un titolare inamovibile. Pero' e' chiaro che Mancini spera di rivedere a giugno lo stesso Immobile ammirato dalla Lazio.Lo stadio, in fondo, sarà lo stesso. Lo strano Europeo itinerante offre infatti all'Italia il vantaggio logistico di affrontare le tre avversarie - Turchia, Svizzera e Galles, nell'ordine - tutte a Roma. Viaggi meno stancanti (la nazionale farà la spola con Coverciano, sede del ritiro) ed entusiasmo da notti magiche, sia pure con le restrizioni numeriche del caso, ecco altri motivi di ottimismo per Mancini. Il tabellone proporrebbe poi un ottavo ad Amsterdam o Londra, un quarto a Monaco o Baku, con il Belgio possibile avversario sulla strada prima del mini-torneo finale a quattro previsto a Londra. Forse vincere e' un sogno. Ma l'Italia e' tornata tra i grandi d’Europa.

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