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Droga in bosco nel Milanese, per 'boss' pena da 18 a 7 anni

Condanna ridotta in appello Milano, 'non era capo associazione'

(ANSA) - MILANO, 29 NOV - Passa dai 18 anni di reclusione del primo grado ai 7 anni e 4 mesi in appello, tra l'altro comprensivi di 5 anni già inflitti con una sentenza definitiva, la condanna per Mohamed Benabla, un 37enne marocchino che era ritenuto il presunto capo di un'associazione finalizzata al traffico di cocaina, eroina, hascisc e marijuana in una zona boschiva a Lainate, nel Milanese. Lo ha deciso la quinta penale della Corte d'Appello di Milano che, dunque, ha notevolmente ridotto la pena per l'imputato, difeso dall'avvocato Amedeo Rizza.
    In primo grado lo scorso aprile, con rito abbreviato, il 37enne era stato condannato come presunto "promotore" dell'associazione a delinquere. Nell'inchiesta, coordinata dal pm Gianluca Prisco e che aveva portato a 27 arresti nel maggio del 2021, era emerso che Benabla sarebbe stato stato "in grado" di inviare via WhatsApp ben "1400 messaggi 'pubblicitari'" ad "altrettanti clienti per invitarli a rifornirsi da lui e dal suo gruppo indicando anche l'esatto punto" del 'boschetto della droga'. Gli veniva contestato di aver dimostrato una sorta di "capacità imprenditoriale", mettendo in piedi "un vero 'esercizio commerciale' all'aperto" di droghe.
    In secondo grado i giudici l'hanno condannato a 7 anni e 4 mesi (compresi i 5 anni in continuazione per una condanna definitiva per tentato omicidio) non come capo ma come "partecipe" dell'associazione. Concesse le attenuanti generiche prevalenti sulle aggravanti. Altri due imputati sono stati condannati a 6 anni e 6 anni e 2 mesi. (ANSA).
   

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        Camera di Commercio di Milano
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