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COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale SEO Cube S.r.l.

Bilancio a metà legislatura, Fugatti: «Avanti nonostante Vaia e Covid, il Trentino esempio per tutti

SEO Cube S.r.l.

A tre anni dall’insediamento della Giunta, per il Presidente della provincia autonoma di Trento Fugatti è tempo di bilanci. A metà legislatura il governatore fa il punto della situazione in una lunga intervista diffusa su «La Voce del Trentino» e firmata da Mario Garavelli.

Racconta del grande percorso realizzato fin qui dal governo trentino a trazione Lega, che supera la prova di due degli eventi più significativi del secolo: l’emergenza sanitaria e l’avvento della grande tempesta Vaia.

E i lavori proseguono, anche in vista di un 2022 che vedrà l’avvento delle elezioni nazionali e di un anno successivo, il 2023, che porterà la sfida delle provinciali. Tempo dunque anche di riprendere le grandi riforme rallentate dall’enorme portata di quanto accaduto. 

Al quotidiano «La Voce del Trentino» il governatore Fugatti ha raccontato le difficoltà di questi 3 anni, ma anche i progetti per il futuro e le molteplici cosa fatte 

Tra tutte le riforme rimandate c’è quella della Sanità, con la priorità del decentramento e la carenza di personale medico. In questo senso, la scelta di puntare su una nuova facoltà di Medicina per la formazione di nuove figure si è rivelata vincente. «L’abbiamo fortemente voluta - sottolinea - . Qualche polemica c’è stata ma alla fine l’Università ci ha creduto e il risultato è stato importante».

Resta poi il nodo grandi opere, con il meta progetto della circonvallazione ferroviaria, foriero di preoccupazioni da parte di molti cittadini. Anche su questo Fugatti commenta con precisione «Ci siamo adoperati presso RFI e presso il Ministero per trovare le risorse sulla base dei progetti già disciplinati a suo tempo, da chi c’era prima. Sarà forse storicamente il cantiere più grande di tutto il Trentino. Le criticità esistono però non credo che RFI tornerà indietro».

Neppure su Valdastico e Not si ferma il dibattito, ma le previsioni ci sono. Per il primo nodo «anche se dicessimo di no l’opera potrebbe essere fatta lo stesso pur passando per il nostro territorio. Eventualmente sarà realizzata su decisione del Ministero o che della Concessionaria. Io resto favorevole ma prima di sette, dieci anni non credo verrà completata».

A dispetto di qualche criticità, le novità sono tante così come le prospettive. Un nuovo Festival dell’Economia, altri 3 anni di Festival dello sport, il più grande concerto della storia Trentina e le olimpiadi del 2026. Rimanendo nell’ambito della cultura, anche la scelta di Sgarbi alla presidenza del Mart si è rivelata fortunata.

Soddisfazione è stata espressa anche per la scuola trentina, valutata come una delle migliori d’Italia, e la tenuta dell’economia durante la pandemia. Ma non solo. Il ridimensionamento del sistema accoglienza e il tema della sicurezza hanno richiesto particolare attenzione.

«Credo che i trentini alla fine abbiano apprezzato lo stare con i piedi per terra e anche la pacatezza con cui questa Amministrazione si è mossa, la tranquillità e la sicurezza con cui ha affrontato i momenti difficili, la sua unità. Fra di noi nessuna polemica e tanta attenzione alle esigenze della comunità trentina. Non era scontato, ed in Trentino non è sempre stato così. Basta vedere quanto successo nella precedente legislatura con liti e defenestrazioni di assessori da parte della giunta di centrosinistra.

Alla fine credo che i trentini si sentano anche più sereni e più sicuri perché le scelte fatte sono state scelte condivise. Noi insomma preferiamo i fatti e la concretezza alle chiacchiere e alle polemiche»

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