COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV - Legge di adeguamento normativo su affari istituzionali, personale e società controllate

via libera dal Consiglio regionale

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

(Arv) Venezia 13 apr. 2021 - Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato con i 35 voti della maggioranza e il voto contrario delle opposizioni la legge di semplificazione e adeguamento normativo in materia di affari istituzionali, personale e società controllate. Si tratta del primo provvedimento di ‘manutenzione’ legislativa e dell’organizzazione regionale di questa legislatura, proposto all’inizio del mandato dal presidente Zaia, al quale seguiranno altri tre interventi nelle altre materie di competenza regionale.

La legge odierna, presentata dal presidente della prima commissione Luciano Sandonà (lista Zaia) che in aula ha sottolineato la valenza manutentiva e di semplificazione di questo primo provvedimento, interviene nell’ordinamento vigente con 13 articoli di modifica, integrazione o aggiornamento (e 2 di entrata in vigore) relativi all’organizzazione della ‘macchina’ amministrativa regionale.

“Dei 13 articoli effettivi, ben 7 sono dedicati all’organizzazione delle strutture della Giunta. Questa norma, che potremmo definire di efficientamento istituzionale, è in realtà una delega in bianco del Consiglio alla Giunta”, ha replicato la correlatrice Vanessa Camani, vicepresidente del Pd e della prima commissione. “Palazzo Balbi potrà così determinare, a propria discrezionalità, contratti e stipendi dei massimi dirigenti apicali – ha sostenuto Camani - C’è già il precedente del direttore dell’Area Sanità e sociale, che, a seguito della recente modifica di trattamento affidata alla Giunta, ha una retribuzione annua di 172 mila euro, più il premio di risultato. Il Consiglio regionale abdica così alla propria funzione statutaria di indicare criteri e parametri e lascia mano libera al presidente della Giunta, persino sulla definizione della dotazione di personale delle segreterie degli assessori. Infine aver previsto di innalzare il tetto di spesa per il personale della Giunta, lascia all’esecutivo la possibilità di impegnare ulteriori risorse dal bilancio per la propria pianta organica. Altro che intervento di semplificazione per i cittadini veneti!

Anche per il capogruppo Pd Giacomo Possamai con questa legge “il presidente della Giunta finisce per commissariare la Giunta. Questa non è semplificazione, ma mero verticismo”. “La progressiva spinta verso un accentramento, di sapore monarchico, incontra la nostra contrarietà”.

Per la vicepresidente del Consiglio Francesca Zottis (Pd) l’intervento legislativo depotenzia il ruolo di indirizzo e di controllo del Consiglio, a svantaggio dell’interesse dei cittadini.  Abbiamo cercato di migliorare la legge con alcuni emendamenti, salvando il principio di rispetto della legalità della ‘legge Casali’ e introducendo la possibilità per la Regione di costituirsi parte civile nei procedimenti penali per mafia.

Considerazioni analoghe sono arrivate da Anna Maria Bigon (Pd), vicepresidente della commissione Sanità, che ha rivendicato la funzione essenziale di controllo svolta dal Consiglio: “Depotenziare la funzione democratica dell’assemblea degli eletti va sempre a svantaggio dei cittadini”.

Anche il portavoce dell’opposizione Arturo Lorenzoni ha messo in luce “la pericolosa inversione in atto delle funzioni di controllo che dovrebbero essere esercitate dal Consiglio nei confronti della Giunta, e non viceversa. La semplificazione è cosa diversa dall’accentramento”. Lorenzoni inoltre ha definito “inopportuno” un provvedimento che dà discrezionalità alla Giunta nel determinare gli stipendi dei propri massimi dirigenti.

Critiche sull’accentramento del potere gestionale nelle mani del presidente della Giunta sono arrivate anche da Jonathan Montanariello: “Attenzione – ha avvertito il consigliere pd - che l’efficientamento che si persegue con questa norma farà aumentare i costi della politica”.

Riserve sull’alleggerimento della cosiddetta legge Casali sono arrivate da Andrea Zanoni (Pd) (“le leggi non sono mai troppe in tema di controlli”, ha argomentato), che ha invece espresso piena condivisione al nuovo articolo proposto dal presidente Sandonà sulla costituzione di parte civile nei processi.

“È buona norma separare il potere legislativo da quello gestionale – ha replicato l’assessore alla programmazione regionale e agli affari generali Francesco Calzavara - Le critiche all’adeguamento delle strutture della Giunta non tengono conto che la Giunta ha già ridotto da 10 a 8 il numero degli assessori e con questa norma chiede di poter dotare di uffici e strutture idonee alle competenze assegnate ai singoli assessorati. Questa è una legge di efficientamento funzionale, che mette la Giunta nelle condizioni di potersi riorganizzare, e di poter fronteggiare una carenza di personale rispetto alla pianta organica che attualmente ammonta a 40 dirigenti e a circa 400 dipendenti. Gli intenti semplificatori nell’ordinamento si vedranno soprattutto con i successi tre interventi legislativi, nei quali è stata spacchettata la proposta iniziale, che sono attualmente all’esame delle altre commissioni”. Calzavara ha difeso in particolare la scelta di affidare al presidente della Giunta la dotazione organica del personale delle segreterie, in nome dell’attuazione del programma di governo e dell’efficienza ‘aziendale’ dell’amministrazione regionale.

Principio ribadito anche dal capogruppo della Lega Giuseppe Pan, che, da ex assessore, ha rivendicato il diritto del presidente della Giunta Zaia, “eletto con quasi l’80 per cento dei suffragi”, di scegliersi gli assessori, di affidare le deleghe e di decidere le relative dotazioni organizzative ai fini del ‘buon funzionamento della macchina amministrativa”.

I contenuti della legge. In materia di personale, la legge approvata attribuisce alla Giunta il compito di definire il trattamento economico delle figure apicali di palazzo Balbi (segretario della Giunta regionale, direttore della Presidenza, avvocato coordinatore dell’Avvocatura regionale e direttori di area), nel rispetto dei limiti massimi previsti per la dirigenza pubblica; stabilisce che i giornalisti dell’Ufficio stampa della Giunta sia applicato il contratto Funzioni locali e non più quello giornalistico; affida al Presidente della Giunta la possibilità di differenziare la dotazione organica delle segreterie degli assessori in base alle mole e ai compiti istruttori di competenza e innalza ai livelli del 2012 il limite di spesa per il personale a tempo determinato nelle segreterie di Giunta (articolo questo approvato con 3 voti di dissenso nella maggioranza). Sempre in materia di personale della Giunta, la nuova legge stabilisce il trattamento economico dei responsabili delle segreterie e dei loro vicari e, per il personale della Giunta ad assunzione diretta e fiduciaria, cancella l’obbligo di preavviso, in caso di risoluzione del rapporto di lavoro. Si prevede inoltre la possibilità di istituire strutture temporanee ad hoc, all’interno della segreteria generale per la Programmazione, per la gestione di progetti specifici. In materia di controllo sull’organizzazione amministrativa è stata introdotto, su richiesta delle opposizioni, l’impegno della Giunta a relazionare ogni due anni alla commissione consiliare Affari istituzionale sul funzionamento della ‘macchina’ amministrativa.

In materia di affari istituzionali, la legge di adeguamento normativo semplifica la cosiddetta legge Casali (la n.16 del 2018) che ha istituito il ‘patentino di legalità’ per l’accesso a sussidi e contributi. In base alle modifiche apportate, ora imprenditori, imprese e soggetti associativi dovranno dimostrare di non aver riportato condanne con sentenza passata in giudicato solo per accedere a contributi e sussidi di esclusiva competenza regionale; tale adempimento non servirà più, invece, per accedere a bandi e contributi finanziati con fondi europei, in quanto i programmi e le provvidenze comunitarie si avvalgono già di puntuali misure di verifica, controllo e di tutela.

Su proposta del presidente della prima commissione Sandonà è stata inoltre semplificata e velocizzata, con voto unanime, la procedura di costituzione di parte civile della Regione Veneto nei procedimenti penali relativi ad organizzazioni criminali e fatti di mafia che avvengano nel proprio territorio. Sempre in tema di affari istituzionali, la legge dà continuità all’ufficio del Garante regionale dei diritti alla persona stabilendo le modalità del passaggio di consegne tra l’attuale garante (in scadenza a giugno 2021) e il suo successore che il Consiglio dovrà ad eleggere.

Infine, in materia di contabilità regionale, la legge velocizza e semplifica l’accertamento dei residui di spesa, in modo da evitare che i capitoli di bilancio siano dotati di risorse insufficienti a far fronte ad obbligazioni già assunte, e si vengano a creare ritardi (e danni) nei pagamenti ai creditori.

Da ultimo, la legge interviene anche sulle società regionali impegnando gli enti controllati dalla Regione Veneto a dotarsi di una programmazione almeno triennale del fabbisogno di personale, e a porre un tetto alle retribuzioni di dipendenti e collaboratori che non superi quello dei dipendenti regionali di analoga qualifica e categoria, con contestuale divieto a riconoscere eventuali differenziali economici o superminimi individuali. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi relativi ad assunzioni e retribuzioni del personale, gli organi delle società controllate dovranno trasmettere alla Giunta una motivata relazione; se la Giunta troverà infondate le ragioni addotte, potrà revocare i vertici della società o chiedere la revoca per giusta causa all’organo che li ha eletti o nominati.

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