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COMUNICATO STAMPA - Responsabilità editoriale CONSIGLIO REGIONALE VENETO

CRV – La Sesta commissione consiliare mette sotto la lente le politiche del lavoro in Veneto

Ok a logo della ristorazione veneta

CONSIGLIO REGIONALE VENETO

Sesta commissione mette sotto la lente le politiche del lavoro in Veneto – ok a logo della ristorazione veneta

(Arv) Venezia 6 lug. 2022 –   Riflessione a tutto campo sulle politiche regionali per il lavoro nella sesta commissione del Consiglio veneto: l’organo consiliare presieduto da Francesca Scatto (Lega-LV)  ha incontrato l’assessore all’istruzione formazione e lavoro Elena Donazzan, il direttore dell’ente strumentale Veneto Lavoro Tiziano Barone e i vertici della direzione regionale guidata da Santo Romano sull’attività svolta nel 2021 da Veneto Lavoro e, più in generale, dal sistema pubblico-privato di politiche per il lavoro. Un sistema che conta 39 centri per l’impiego pubblici, e che ora è chiamato a gestire 55 milioni di euro del Pnrr destinati a garantire l’occupabilità della forza lavoro. “Delle 125 mila persone prese in carico nel 2021 dai centri per l’impiego, il 56% ha trovato lavoro contrattualizzato. Affronteremo l’obiettivo Gol, cioè della massima occupabilità – ha affermato l’assessore Donazzan - valorizzando alcuni strumenti già sperimentati con successo in Veneto, come l’assegno per il lavoro (82 milioni di euro spesi per azioni di riqualificazione e oltre 51.956 contratti di lavoro firmati), le work experiences per orientare al mondo del lavoro (52mln di euro spesi dal 2014 al 2020 e oltre 8 mila tirocini attivati in altrettante imprese, con il 65,5% di assunzioni), Garanzia Giovani (114 mila giovani presi in carico e in 113 mila hanno trovato lavoro), il voucher le persone con disabilità o in condizioni di particolare fragilità”. Se il Veneto registra un tasso di disoccupazione giovanile inferiore alla media nazionale, un indice di abbandono scolastico pari ai livelli europei (10,5 %) e inferiore di tre punti alla media nazionale, una percentuale di giovani under 29 che non studiano e non lavorano del 14,7% e un sistema formativo con numeri di eccellenza per iscritti e inserimenti nel mondo del lavoro - è stato il ragionamento svolto dall’assessore – il merito va attribuito ad un valido ‘modello’ di politiche di formazione, orientamento e incrocio della domanda-offerta di lavoro perseguito negli ultimi decenni in Veneto.

Diverso l’approccio, invece, dei rappresentanti dell’opposizione, che hanno incalzato l’assessore sull’analisi del mismatch tra domanda e offerta di lavoro, sui fenomeni delle ‘dimissioni volontarie’, della fuga di cervelli, dell’appiattimento del sistema formativo sulle esigenze attuali del mondo imprenditoriale. “Cosa fa la Regione per contrastare l’esodo di cervelli? Quante persone qualificate rimangono in Veneto? Quale continuità verrà data ai progetti sperimentali di imprese innovative? Ci saranno nei prossimi bilanci della Regione i fondi per accompagnare i progetti avviati con le risorse del Fondo sociale europeo?”, sono alcune delle domande poste dalla vicepresidente della commissione Elena Ostanel (Veneto che Vogliamo). Alle quali si sono aggiunte le considerazioni della dem Vanessa Camani sulla preponderante precarietà dei nuovi contratti di lavoro siglati post pandemia, sulla questione salariale e sui “tirocini extracurricolari sottopagati e senza tutela”. La consigliera del Pd ha messo nel mirino il sistema pubblico-privato di incontro tra domanda e offerta (“che favorirebbe le agenzie private scaricando sui servizi pubblici i casi più difficili e complessi”), e ha chiesto di accendere i riflettori sugli esiti dell’apprendistato e sul lavoro intermediato dalle grandi piattaforme.

Il confronto non si è concluso con il voto della maggioranza (le opposizioni si sono astenute) di presa d’atto del rendiconto dell’attività di Veneto Lavoro: la commissione – su proposta della presidente Scatto – si è data l’impegno di proseguire gli approfondimenti con appuntamenti trimestrali con l’assessore e i dirigenti regionali sulle politiche regionali del lavoro.

La commissione Cultura e sport ha quindi preso in esame la manovra di assestamento del bilancio regionale 2022, per i capitoli di competenza. In particolare - per quanto riguarda cultura, turismo, sport e politiche per l’istruzione, la formazione e il lavoro - la manovra compensativa prevede il rifinanziamento di quasi un milione di euro per l’impiantistica sportiva e l’associazionismo sportivo, un milione di euro per promuovere il turismo nelle città d’arte, 300 mila euro per le scuole paritarie, 2,2 milioni per il diritto allo studio e i buoni scuola, 200 mila euro per Arteven, 50 mila euro per il Teatro Stabile del Veneto. La vicepresidente Ostanel e i rappresentanti del Pd hanno criticato l’esiguità degli stanziamenti in rapporto alle necessità espresse dal settore cultura, e in particolare dalle sale cinematografiche del Veneto fortemente penalizzate dalla crisi Covid e dal post pandemia: “Chiediamo che l’assessore Corazzari ci dia risposte puntuali in commissione prima di esprimere il voto, ma ci sembra difficile – hanno dichiarato Ostanel e il capogruppo Pd Giacomo Possamai - condividere le dichiarazioni dell’assessore Calzavara, secondo il quale questo sarebbe il bilancio più generoso degli ultimi sei anni per il settore cultura”.

Infine parere favorevole, senza voti contrari e con l’astensione del Pd, da parte della commissione sull’iniziativa legislativa che istituisce il logo della ristorazione tipica veneta, attualmente all’esame della terza commissione. Un progetto di legge sottoscritto da Filippo Rigo e da altri quindici consiglieri dell’intergruppo leghista, e che la commissione ha invitato ad abbinare nel percorso istruttorio all’altro progetto di legge di salvaguardia della tradizione culinaria veneta ‘A tavola con il leon’, a firma di Gabriele Michieletto, Roberta Vianello e altri consiglieri del Carroccio.

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