Cultura

Caruso, amici veri e inediti ritrovati dopo 100 anni

Sessa ripercorre le relazioni della star. Tributo di Bocelli

(ANSA) - FIRENZE, 28 LUG - Amici veri, amici presunti, amici falsi: per la prima volta un libro cerca di riunire le figure che furono decisive, in un senso e nell'altro, nel bene e nel male, per la strepitosa carriera di Enrico Caruso (1873-1921), il re dei tenori, il più grande di tutti. A pochi giorni dal centenario della scomparsa (ricorre il 2 agosto) arriva sugli scaffali 'Caruso & friends. La nascita del re dei tenori' di Maurizio Sessa (ed. Florence Art, pp. 128, euro 16,50), volume che contiene pure un tributo al grande cantante lirico da parte di un suo 'erede', Andrea Bocelli, e una prefazione della studiosa Gabriella Biagi Ravenni, presidente del Centro studi Giacomo Puccini di Lucca. Caruso, come ogni divo, affermatosi tra fine '800 e inizio '900, ancor prima dunque della nascita dello star system, fu contornato da una folta schiera di conoscenti e amici che adesso vengono censiti, indagati e riscoperti da Maurizio Sessa, giornalista e scrittore fiorentino con radici partenopee, nato come Caruso addirittura nello stesso rione di San Giovanniello, a Napoli.
    Il pretesto da cui prende le mosse il lavoro di Sessa è una preziosa collezione di fotografie inedite appartenenti all'autore, che ritraggono personaggi famosi e meno noti del teatro musicale. La galleria spazia dal compositore di Adriana Lecouvreur Francesco Cilea al baritono Mattia Battistini, che fu famosissimo nella Russia zarista; da Angelo Neumann cantante, direttore d'orchestra e biografo di Richard Wagner alla soprano australiana Nellie Melba che fece coppia con Caruso nella Bohème di Puccini. Proprio riguardo a questa pietra miliare della carriera di Caruso, ossia il rapporto con l'opera di Puccini, Sessa, sulla scia dei più accreditati studiosi pucciniani, affronta il tema del controverso, quasi leggendario incontro che ci sarebbe stato l'estate 1897 tra Caruso e il compositore lucchese, a Torre del Lago. Un aneddoto che allo stato attuale delle ricerche non trova ancora riscontri documentali.
    Le foto, a corredo del volume, coprono un arco di tempo che va dal 1899 al 1904, gli anni in cui esplode il fenomeno Caruso che diventerà il padrone di casa al Met di New York dal novembre 1903. (ANSA).
   

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