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Spoleto Festival: 'Demi veronique', rinascere dalle macerie

Spettacolo teatrale francese tragicomico e liberamente surreale

(ANSA) - ROMA, 05 LUG - La Veronica è una mossa di lato, un dribbling che può fare un giocatore con la palla come un torero con la muleta, un'operazione di inganno e destrezza, che è quella accennata nel loro spettacolo ''Demi-Veronique'' dai tre autori e interpreti, Jeanne Candal, Caroline Darchen e Lionel Dray col supportom direttivo di Vincente Lefevre, tutti membri del collettivo ''La via brève'', che qui a Spoleto partecipa anche alla realizzazione di ''Sans tambour'' con la regia di Samuel Achachem, che sarà prossimamente a Avignone.
    Al centro del discorso dei due lavori su basi musicali sono rovine, macerie che restano dopo un crollo in una casa a due piani in ''Sans tambour'' o dopo un incendio di una stanza in ''Demi-Veronique'', non per portare in scena un day after, ma per creare una situazione esistenziale, un senso di vita bruciata, incompiuta, da riprendere in mano e trasformare, se si vuole sopravvivere, anzi vivere veramente e uscire dall'inferno in cui ci troviamo. A questo accenna il prologo, in dialogo col pubblico, di Lionel Dray, che parla di ''conosci te stesso'', di fame, di paura, delle tenebre di cui è prigioniero ognuno di noi, di apocalisse, che, spiega, non è quella con i quattro cavalieri, ma etimologicamente, dal greco, indica ''l'azione di svelare quel che è nascosto'', forse accennando una mezza Veronica, appunto. (ANSA).
   

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