Michela Giraud, il mondo va male e ci rido su

'A Pio e Amedeo dico che l'Italia non è Paese per minoranze'

 "Direi che va tutto abbastanza male nel mondo e ne voglio parlare ridendoci su. Quest'anno entro a gamba tesa nell'attualità": forse è inarrestabile l'aggettivo più adatto a definire Michela Giraud, la comica romana dalla battuta sempre pronta e con pochi peli sulla lingua che dal 14 maggio sarà per il secondo anno al timone di CCN - Comedy Central News, in onda su Comedy Central (canale 128 di Sky e in streaming su NOW) alle 23. L'irriverente late show, prodotto da Fremantle e giunto alla settima edizione (scritto dalla Giraud con Lucio Wilson, Daniela delle Foglie, Chiara Galeazzi, Daniele Fabbri) sarà ancora una volta uno spazio per concedersi una risata liberatoria, tra monologhi alla scrivania, collegamenti, sketch e talk con ospiti: i filtri saranno pochi, perché la conduttrice con la sua squadra di comici si lascerà ispirare dall'attualità, senza paura di toccare temi delicati - vaccini e complottisti, revenge porn e questioni di genere, fino a solitudine e razzismo - nella convinzione che non ci sia miglior strumento terapeutico del divertimento in questi tempi difficili.
    "Tratto temi sensibili da sempre, per me non è una novità", dice Michela Giraud all'ANSA. "Il covid ora purtroppo è diventato un'abitudine, sono cresciuti odio, intolleranza e cattiveria e non ne siamo usciti migliori. Per me e per i miei autori è normale parlare di queste cose, sempre con un taglio rispettoso e ironico: io poi ho una storia particolare, ho vissuto da vicino le discriminazioni e penso proprio che non si possa stare zitti. Certo, bisogna vedere come viene recepito, questo però è il problema di stare senza pubblico. Mi piacerebbe che si percepisse che c'è un pensiero dietro: ma non sono Churchill, vorrei che ci fosse una leggerezza proporzionale al mestiere che faccio".
    Cosa pensa del monologo molto criticato di Pio e Amedeo a Felicissima Sera? Si può ridere di fronte a un'offesa? "A Pio e Amedeo vorrei dire che purtroppo quella che loro prospettano è un'utopia: per ridere di un insulto ricevuto serve un Paese educato, e l'Italia non lo è. Qui l'intolleranza verso gli omosessuali c'è sempre e le donne continuano a essere uccise", prosegue l'attrice.
    A CCN Michela Giraud, reduce dal grande successo di LOL su Prime Video, porterà la sua comicità diretta e imprevedibile, con la quale "colpirà" ospiti che dovranno stare al gioco: il primo a partecipare sarà Roberto Saviano, che dirà barzellette, poi nelle puntate successive arriveranno Colapesce e Di Martino, Paola Barale, Enrico Vanzina, Coma_Cose, la Gialappa's Band, Brunori Sas, The Jackal, Pintus e anche lo speaker Riccardo Cotumaccio, fidanzato della conduttrice. Al termine del late show, andrà in onda anche quest'anno lo spin-off intitolato CCN - Il Salotto con Michela Giraud: uno spazio più intimo, sempre ironico e folle e popolato da artisti, tra cui Lillo, i cantautori Ghemon e Galeffi, il rapper Willie Peyote. Rispetto allo scorso anno, ora cosa cambia nella sua conduzione? "Nella prima edizione prendevo le misure, avevo dei margini in cui muovermi. Quest'anno c'è più sicurezza, e sono stata assecondata in tutte le mie follie. Ma del resto Comedy Central è sempre stato il mio trampolino, la mia isola felice", dice l'attrice.
    E' cambiato il modo di far ridere in questi anni? "No, la comicità è sempre la stessa da Aristofane in poi, non ci siamo inventati niente. Cambiano le epoche, la tolleranza e la sensibilità, questo sì, ma la battuta, il fatto di andare sul palco e creare degli spiazzamenti sono cose che ci sono da sempre", dice, "ora però è come se ci fosse una sorta di rabbia verso i comici. Alcuni dicono: io l'avrei fatto meglio. E allora fallo, mi viene da rispondere. Io cerco solo di far ridere e di intrattenere, ma non esiste la cultura del 'permettetemi di sbagliare'".
    I social poi sono un amplificatore di questa rabbia. "Sì, perché ci siamo resi conto che quella vita di successo che ci hanno raccontato tra gli anni '80 e i 2000 in realtà non è alla portata di tutti. E poi in Italia la morale cattolica viene interpretata male: è come se chi ha successo dovesse pagare per averlo ottenuto. Non si considerano però i sacrifici fatti per raggiungerlo. Sui social questo emerge e così nasce l'invidia, con le persone che ti attaccano il loro nemico addosso perché è liberatorio. Ma bisogna fregarsene, altrimenti si sta male. Io poi lavoro per pagarmi bollette e vacanze". C'è più spazio per le donne comiche? "Noi donne abbiamo spazio in tv perché ce lo siamo preso. Io agli inizi non mi sono fatta problemi, avevo esigenza di dire una cosa, sono salita sul palco e l'ho detta", dice.
    Quanto è difficile lavorare senza avere un pubblico? "L'energia del pubblico è una cosa bellissima e mi manca tanto", prosegue la comica, che il 4 giugno sarà su Prime Video con il film "Maschile singolare" di Matteo Pilati e Alessandro Guida.
    "Per tre anni ho lavorato a teatro senza soldi, solo per il contatto con la gente. La mia dimensione è quella e spero di tornarci presto, ma senza le persone che si guardano attorno con la paura del contagio". (ANSA).
   

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