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Nuova Zelanda: cronista incinta potrà rientrare in patria

Governo cede e le organizza quarantena e volo da Afghanistan

(ANSA) - ROMA, 01 FEB - Potrà rientrare in patria Charlotte Bellis, la giornalista neozelandese incinta che ha raccontato di essersi rivolta ai talebani afghani perché le è stato rifiutato l'ingresso nel suo Paese per le rigidissime misure anti-Covid.
    Lo rende noto la Bbc online.
    Il caso della cronista di guerra ha sollevato un polverone, in patria e all'estero, dopo che la stessa ha raccontato la sua incredibile storia con una lettera al New Zealand Herald. Oggi, il governo ha detto di aver offerto un luogo dove la donna potrà fare la quarantena e di averle organizzato il volo.
    "C'è un posto in isolamento disponibile per la giornalista e la esorto a prenderlo", ha detto ai giornalisti il ;;vice primo ministro Grant Robertson durante un briefing quotidiano sul Covid. Ha quindi negato che la decisione sia arrivata a seguito dell'attenzione sul suo caso, dicendo che il personale si occupa quotidianamente delle richieste.
    Charlotte Bellis ha raccontato la sua storia al New Zealand Herald: in agosto aveva lavorato in Afghanistan per Al Jazeera assieme al suo compagno, il fotografo belga Jim Huylebroek. Era rientrata al quartier generale di Doha a settembre quando si è accorta di essere incinta. Essendo illegale in Qatar aspettare un figlio senza essere sposati la giornalista ha deciso di rientrare in Nuova Zelanda ma le rigide norme anti-Covid imposte nel suo Paese le hanno impedito l'ingresso. A quel punto i due si sono trasferiti in Belgio ma non avendo un permesso di soggiorno non è potuta restare. L'unico altro Paese per il quale la coppia aveva il visto era l'Afghanistan e così Charlotte ha deciso di rivolgersi ai suoi contatti tra alti funzionari talebani, trovando poi 'ospitalita' in Afghanistan.
    Dopo la pubblicazione della sua lettera, ci sono state richieste alle autorità neozelandesi di adeguare i criteri di assegnazione della quarantena di emergenza per venire incontro alle donne in gravidanza. (ANSA).
   

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