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Casellati, decana di FI e prima donna alla guida del Senato

Nel partito dal '94. Nel 2018 eletta presidente anche con voti 5S

Quasi 30 anni di fedeltà a Silvio Berlusconi e Forza Italia e parecchi record da vantare: prima donna presidente del Senato, tra i più votati con 240 sì su 319 voti e, terza rarità, per sei volte senatrice.

La carriera di Maria Elisabetta Alberti Casellati intreccia politica e professione da avvocato, che nel tempo l'hanno portata alla carica di sottosegretario alla Giustizia e poi membro laico del Consiglio superiore della magistratura.

Nata a Rovigo 75 anni fa, le sue origini sono calabresi: da lì venivano il padre, partigiano, e la madre, maestra. Laurea in giurisprudenza e specializzazione in diritto canonico alla Pontificia Università Lateranense, si concentra sulle cause di nullità dei matrimoni davanti alla Sacra Rota.

Come Angela Merkel, è più nota con il cognome del marito (l'avvocato Gianbattista Casellati) anche se spesso lo affianca al suo. In politica la scintilla per FI scocca subito: scoperta dall'ex governatore veneto Giancarlo Galan, nel '94 aderisce alla fondazione del partito.

Nello stesso anno viene candidata per il Polo delle libertà al Senato e vince. Seguono altre elezioni e a più riprese, diventa vicecapogruppo. Paladina delle cause forziste, nel 2013 insieme ad altri parlamentari azzurri è davanti al Palazzo di giustizia di Milano a difesa del Cavaliere imputato nel processo Ruby. O si veste tutta di nero in Aula, come altre colleghe, in segno di "lutto per la democrazia" contro il resto del Senato che il 27 novembre 2013 'condanna' l'ex premier alla decadenza da senatore.

Il 24 marzo 2018 conquista la presidenza di Palazzo Madama spuntandola in extremis su Paolo Romani, in pole per il centrodestra ma inviso al M5s per una condanna per peculato. All'ultimo però anche i 5 Stelle votano per lei. E’ stata al centro di polemiche nel 2005 per accuse di favoritismo nei confronti della figlia Ludovica, arruolata a capo della sua segreteria, quando era sottosegretaria alla Salute. Note le sue difese della centralità del Parlamento contro l'eccesso di decreti legge, l'impegno a non interrompere l'attività parlamentare nel primo lockdown da covid e il 'mantra' sulle opportunità delle donne: "Oggi nessun traguardo ci è più precluso", disse nel suo primo discorso.

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