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Champions: Inter-Barcellona 1-0, Ajax-Napoli 1-6

Contro i blaugrana decide un gol di Calhanoglu. La squadra di Spalletti fa la goleada ad Amsterdam

Trionfo ad Amsterdam per il Napoli di Spalletti che umilia l'Ajax nel terzo turno della fase a gironi di Champions. Finisce 6-1 per gli azzurri che guidano a punteggio pieno il girone con 9 punti. Successo importante per l'Inter che ha vinto di misura a San Siro contro il Barcellona grazie ad una rete di Calhanoglu.

Inter-Barcellona 1-0 LA CRONACA
Ajax-Napoli 1-6 LA CRONACA

I GOL

Ajax-NAPOLI 1-6 rete di Simeone all'81'
Ajax-NAPOLI 1-5 rete di Kvaratskhelia al 63'
Ajax-NAPOLI 1-4 rete di Raspadori al 47'
INTER-Barcellona 1-0 rete di Calhanoglu al 45'+2'
Ajax-NAPOLI 1-3 rete di Zielinski al 45'
Ajax-NAPOLI 1-2 rete di Di Lorenzo al 34'
Ajax-NAPOLI 1-1 rete di Raspadori al 18'
AJAX-Napoli 1-0 rete di Kudus al 9'

Bayern Monaco batte Viktoria Plzen 5-0 (3-0) in una partita del Girone C - lo stesso dell'Inter - della Champions League disputata sul terreno dell'Allianz Arena di Monaco di Baviera. I gol: nel primo tempo Sané al 7', Gnabry al 13' e Mané al 21'; nel secondo tempo Mané al 5' e Choupo Moting al 14'.

'Calha'stende il Barça, l'Inter si rialza - Con le unghie, con i denti, con il cuore e anche con un pizzico di fortuna. L'Inter aveva bisogno di una scintilla per uscire dalla crisi e la scintilla è arrivata: un gol di Calhanoglu manda ko il Barcellona in 90' di calcio vecchia scuola per i nerazzurri, fatto di difesa e contropiede. Ma un calcio terribilmente efficace, perché i catalani (che recriminano per un tocco di mano in area di Dumfries sul quale il Var non interviene) creano pochi pericoli alla porta di Onana, grazie alla museruola che Skriniar e compagni mettono anche a Lewandowski. Una vittoria di spirito, per un'Inter decisamente diversa rispetta alla versione molle vista nelle ultime uscite e che rilancia le ambizioni di passaggio agli ottavi di Champions. Con un segnale anche per Simone Inzaghi, la cui fiducia era stata già ribadita dall'ad Giuseppe Marotta nel pre-partita: l'abito del calcio contiano sembra adattarsi meglio ai suoi giocatori. Una partita nella quale il copione si fa chiaro fin dai primi minuti: l'Inter si chiude per provare a ripartire, mentre il Barcellona fa il proprio gioco di lento possesso-palla, cercando di aprire varchi nella difesa nerazzurra. E la strategia interista in avvio funziona, perché da subito i giocatori di Inzaghi trovano spazi in contropiede, con Calhanoglu che scalda i guantoni del tedesco Ter Stegen, con un gran destro dalla distanza. L'Inter magari pasticcia, ogni tanto è arruffona anche per l'alta pressione dei catalani, ma ci mette grinta quasi mai vista in campionato e, quando riesce a sviluppare buone idee, si fa sempre pericolosa. Anche se di mezzo ci si mette pure un pizzico di sfortuna, come quando l'arbitro sloveno Vincic, al Var, non concede un netto rigore su tocco di mano in area di Garcia, per un fuorigioco millimetro di Lautaro in avvio di azione. Lo spirito diverso rispetto alle ultime uscite porta i nerazzurri a non demordere nemmeno nei momenti di maggiore pressione catalana, venendo premiati nel finale di primo tempo. Merito di Calhanoglu che, dal limite, infila un destro chirurgico che accarezza il palo e s'infila nell'angolino nonostante il gran tuffo di un incolpevole Ter Stegen. Così, mentre le squadre escono dal campo per l'intervallo, a San Siro risuona 'Sweet Dreams', sogni d'oro che tutto il popolo nerazzurro culla per rialzarsi dopo la crisi delle ultime settimane. Sogni che, però, il Barcellona si mette d'impegno per rovinare, partendo da Dembelé che crea la migliore occasione, centrando il palo con un sinistro. E, proprio da Dembelé, arrivano i pericoli maggiori: cross velenoso che Onana smanaccia male, Pedri è il più lesto e insacca a porta vuota, ma il Var salva l'Inter per un tocco di mano di Ansu Fati e annulla. I nerazzurri, però, sono in apnea: si difendono sempre più vicino alla propria porta e presto diventa un assalto catalano, visto che la formazione di Inzaghi non riesce nemmeno più a uscire dalla metà campo. Il Barça così nel finale colleziona corner e punizioni, crea qualche pericolo con Dumfries che sfiora l'autogol e un colpo di testa di Busquets. Non aiutano l'affanno interista nemmeno gli 8' di recupero concessi da Vincic, con tutto San Siro che trema per un tocco di mano di Dumfries sul quale l'arbitro sloveno e il Var sorvolano. Brividi come quelli che Onana corre su un tiro-cross di Dembelé che si spegne fuori di poco. Ma è l'ultimo pericolo e i 70 mila di San Siro.

Valanga Napoli sull'Ajax, è 6-1 ad Amsterdam - La valanga Napoli si abbatte sull'Ajax. La squadra di Luciano Spalletti annichilisce gli olandesi allo Johan Cruijff Stadion, vince 6-1 e domina in lungo e in largo, impartendo una lezione di calcio agli avversari. Non sembra di assistere a una gara di Champions, quanto a una competizione tra due squadre di categorie diverse perchè i sei gol segnati dagli azzurri sono anche pochi rispetto alla superiorità mostrata e alle occasioni da gol avute. Primo nel girone a punteggio pieno, il Napoli mette già un'ipoteca sul passaggio agli ottavi di finale. Gli azzurri cominciano bene, entrando in campo con decisione e con la voglia di comandare il gioco. L'Ajax reagisce con vigore, rispondendo con una atteggiamento aggressivo, molto spesso ben al di là del regolamento e raramente sanzionato dal timido arbitro francese Letexier. L'Ajax trova il gol dopo appena 8' a seguito di un tiro di Taylor, deviato fortuitamente con un ginocchio da Kudus. Ma è un fuoco di paglia. La risposta della squadra di Spalletti non si fa attendere. Il Napoli domina in lungo e in largo e al 17' una discesa di Olivera, che serve con un traversone dalla parte opposta Raspadori, porta al gol del pareggio, messo a segno di testa dall'attaccante azzurro. Ci si attenderebbe la reazione degli olandesi ma invece è ancora il Napoli a comandare. L'Ajax viene rintuzzato senza grandi problemi dalla difesa di Spalletti e gli azzurri ripartono con azioni veloci e con scambi precisi e ficcanti. Il gol del vantaggio, esito naturale di questa supremazia degli azzurri, arriva al 33' con Di Lorenzo che a centro area devia di testa un traversone di Kvaratskhelia da destra. La supremazia del Napoli prosegue in maniera netta e la risposta dell'Ajax non arriva. Le azioni più pericolose continuano ad essere quelle degli azzurri che trovano il terzo gol al 44' in contropiede. Anguissa lancia in un corridoio centrale Zielinski e il polacco si presenta davanti a Pasveer e lo batte con un tiro di sinistro. Il secondo tempo è cominciato soltanto da un minuto quando il Napoli trova il quarto gol. E ancora Anguissa a rubare il pallone a limiti dell'area di rigore avversaria. Il camerunense serve Raspadori il quale con una conclusione di destro batte ancora una volta il portiere avversario. La partita è ormai decisa ma il Napoli non molla di un centimetro, lotta su ogni pallone e tiene sempre sotto pressione gli olandesi. Il quinto gol per gli azzurri arriva al 17' con Kvaratskhelia che scambia in area di rigore con Raspadori e insacca da breve distanza. La gara sembrerebbe essersi conclusa qui, ma il Napoli è in gran forma, è troppo superiore agli avversari sul piano tecnico-atletico e su quello tattico e non intende fermarsi. Al 35' Simeone, subentrato a Raspadori, riceva il pallone dentro l'area di rigore da Ndombele e trafigge per la sesta volta Pasveer con una conclusione che s'insacca sotto la traversa. L'Ajax, nel frattempo rimasto in dieci uomini per l'espulsione di Tadic per doppia ammonizione, barcolla fino alla fine. Ndombele colpisce la traversa, una conclusione di Elmas sfiora il palo e un tiro di Lozano viene ribattuto da un difensore con un intervento disperato. Il fischio finale dell'arbitro viene preso come una liberazione dagli olandesi perché se si fosse stato altro tempo probabilmente la punizione sarebbe stata ancor più severa.

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