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Università di Perugia, approvato primo "Bilancio di genere"

Oliviero, parità di genere sfida fondamentale

(ANSA) - PERUGIA, 28 LUG - Approvato dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione dell'Università degli Studi di Perugia il primo "Bilancio di genere" dell'Ateneo, predisposto secondo le Linee guida elaborate dalla Conferenza dei rettori delle università Italiane. Il documento promuove il superamento di ogni forma di discriminazione basata sul genere.
    "Il raggiungimento concreto e reale della parità di genere rappresenta una delle sfide più importanti e significative del prossimo decennio - ha affermao il rettore, Maurizio Oliviero - e non soltanto, come qualcuno potrebbe erroneamente pensare, per evidenti e inoppugnabili ragioni etiche e morali, ma anche poiché il suo mancato conseguimento comporterebbe dei costi sociali, economici, scientifici e culturali altissimi, che non possiamo assolutamente permetterci. Non è per caso o per mera opportunità politica che la Gender Equality è stata inserita tra i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Una sua piena attuazione, infatti, innalzerebbe e di molto le nostre prospettive di benessere collettivo, mentre un mantenimento, se pure parziale, dell'identità di genere come parametro discriminatorio comporterebbe un conto salatissimo, in termini di mancate opportunità, di potenzialità sotto-utilizzate e di involuzione sociale. Il primo Bilancio di genere dell'Università degli Studi di Perugia, approvato oggi all'unanimità, è volto a verificare e a rendere pubblico ciò che è stato fatto ma, soprattutto, quanto rimane ancora da fare, mettendo a disposizione risorse finanziarie per attività di formazione, di contrasto alla discriminazione e alla violenza, di sensibilizzazione e per la promozione di un migliore equilibrio tra lavoro, studio e vita privata. Sentiamo forte come comunità il dovere, in primis verso le nuove generazioni, di promuovere una cultura realmente inclusiva e basata sulle capacità, sui meriti e sulla qualità delle persone. Il pregiudizio, per sua stessa natura ingiusto, prevaricatorio e socialmente inefficiente, non può e non deve trovare posto nelle nostre aule".
    Il documento costituisce un vero e proprio strumento di governance dell'Ateneo. (ANSA).
   

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