Umbria

Regione: terza audizione sui 50 anni dello Statuto

Della Commissione regionale per le riforme statutarie

(ANSA) - PERUGIA, 11 GIU - In diretta streaming sul canale YouTube dell'Assemblea legislativa, dalla sala Brugnoli di palazzo Cesaroni si è svolto il terzo dei quattro cicli di incontri previsti sul tema: "I 50 anni dello Statuto regionale.
    Resilienza o debolezza? Analisi e prospettive di riforma", promossi dalla Commissione speciale per le riforme statutarie, presieduta da Daniele Carissimi.
    I temi affrontati nell'appuntamento di oggi da docenti universitari, coordinati dallo stesso presidente Carissimi, hanno riguardato approfondimenti e proposte sui titoli VII (Organi della Regione), VIII (Risorse, bilancio e patrimonio) e IX (Organi di garanzia).
    Sono intervenuti: Andrea Morrone (Università di Bologna) "Prospettive delle Regioni dopo la pandemia", Tania Groppi (Università di Siena) "Istituti esistenti analisi e prospettive di riforma. Centro per pari opportunità), Agatino Cariola (Università di Catania) "Il ruolo degli Enti locali e il rapporto con le Regioni), Antonio Mitrotti (Università di Trieste) "Risorse, bilancio e patrimonio, nuovi strumenti e vecchie problematiche", Ulrike Haider Quercia (Università telematica Marconi, Roma) "Il potere estero e la rappresentanza regionale nella Ue).
    A margine di lavori - è detto in una nota della Regione - il presidente della Commissione, Daniele Carissimi ha ribadito come la domanda che sta accompagnando questi incontri sia quella di capire se lo Statuto regionale è resiliente o debole. "Oggi - ha detto - alcuni esponenti del mondo accademico hanno sottolineato la debolezza del nostro Statuto, soprattutto rispetto alla parità di genere. Dagli interventi è emerso che non esiste una vera e propria effettività rispetto alla parità di genere, in quanto, pur esistendo specifiche norme, mancherebbero della necessaria efficacia. Quindi è uno spunto su cui questa Commissione potrà decidere di intervenire rispetto a leggi regionali e allo Statuto. Sono emerse indicazioni anche in merito al ruolo del Cal che non può rappresentare soltanto un organo consultivo, ma dovrebbe avere un ruolo più aperto verso la società attraverso istituti di partecipazione diversi. È stata anche sottolineata, infine, la necessità di una nuova forma di collaborazione, più aderente ed attuale, tra gli organi regionali".
    Il prossimo ed ultimo appuntamento è programmato per venerdì 25 giugno. (ANSA).
   

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