Umbria

Regione: Assemblea approva la riforma del mercato del lavoro

"Svolta importante per Umbria" sottolinea assessore Fioroni

(ANSA) - PERUGIA, 29 GIU - L'Assemblea legislativa ha approvato il disegno di legge della Giunta regionale "Ulteriori modificazioni ed integrazioni della legge regionale n.1/2018 (Sistema integrato per il mercato del lavoro, l'apprendimento permanente e la promozione dell'occupazione. Istituzione dell'Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro)".
    Hanno votato a favore 13 consiglieri regionali (Lega, FI, FdI, Tesei presidente, Patto civico) mentre i contrari sono stati sette (Pd, M5S, Misto).
    Moltissime sono le novità introdotte - sottolinea la Regione -, con l'obiettivo di promuovere un modello di agenzia "completamente rinnovato, più flessibile e capace di rispondere alle esigenze del mercato del lavoro".
    La riforma mira ad aumentare l'efficacia e l'efficienza dei Centri per l'impiego attraverso una più solida collaborazione con le agenzie private e soprattutto l'istituzione di un Osservatorio regionale sul lavoro, strumento ritenuto fondamentale per cogliere in tempi celeri le dinamiche del mercato dell'occupazione, così da rilevare i fabbisogni professionali e formativi del tessuto produttivo regionale.
    Tra le modifiche introdotte, la possibilità per Arpal di stipulare convenzioni con gli organismi accreditati, al fine di affiancare i centri per l'impiego di tutte le prestazioni al di fuori del patto di servizio e dell'assegno di ricollocazione.
    Altro strumento "fondamentale" della riforma è il Buono umbro per il lavoro, Bul, una novità che mira a offrire una risposta alle persone che con la crisi economica hanno perso il posto di lavoro o che sono fuoriusciti dal sistema scolastico e hanno difficoltà nel trovare un primo impiego. Rappresenta - spiega ancora la Regione - lo strumento per eccellenza introdotto dalla Giunta per attivare i servizi della rete regionale pubblico-privata, particolarmente rafforzati dalla riforma della legge. Inoltre, anche alle agenzie per il lavoro sono stati riservati degli interventi mirati. La legge ha infatti introdotto l'autorizzazione regionale per i servizi di intermediazione, una misura che permetterà alle agenzie per il lavoro locali di operare a mercato in Umbria, senza dover dipendere esclusivamente dai finanziamenti pubblici come nel caso degli enti accreditati.
    "Con un ritardo di oltre 18 anni - afferma Palazzo Donini -, la riforma introduce finalmente anche in Umbria la sussidiarietà pubblico-privata prevista dalla 'Legge Biagi' ed in particolare dagli articoli 13 e 14 del D.lgs 276 del 2003, dando la possibilità di stipulare convenzioni nell'ambito dello svantaggio sociale e delle disabilità, ampliando così la possibilità di impiego per le fasce più deboli, anche grazie al ricorso del mondo della cooperazione.
    Altrettanto importanti sono considerate le disposizioni relative all'organizzazione di Arpal, un organismo che acquista una piena autonomia e una governance, con l'istituzione di un presidente e un cda, più idonea a gestire un momento così complesso per il mercato del lavoro, senza prevedere costi aggiuntivi per il bilancio della Regione.
    L'Assessore regionale allo Sviluppo economico Michele Fioroni si è detto estremamente soddisfatto di quanto approvato.
    "La riforma - ha sottolineato - rappresenta una svolta importante per la nostra Regione. Stiamo dotando il territorio di uno strumento in grado di rendere più efficace e veloce il sistema del lavoro, allineando le esigenze delle imprese con le politiche formative. Un'agenzia regionale flessibile e autonoma, dotata di strumenti mirati e operante in una rete regionale in cui pubblico e privato sono fortemente integrati, sono strumenti fondamentali per supportare al meglio le sfide che i lavoratori si troveranno ad affrontare nei prossimi mesi". Delle proposte di modifica presentate dai gruppi di opposizione, è risultata approvata, all’unanimità - riferisce Palazzo Cesaroni -, solo quella del consigliere Thomas De Luca, M5s, che mirava ad introdurre un meccanismo per escludere conflitti di interesse tra enti di formazione e agenzie per il lavoro. Sono state invece bocciate ipotesi di revisione del testo che miravano a creare una banca dati unica regionale integrata pubblico - privati (M5s); attribuire al servizio pubblico la garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni (Pd); ricorrere al privato solo come supporto al servizio pubblico (Pd); garantire a tutti e attribuire al servizio pubblico i livelli essenziali di prestazione (Fabio Paparelli-Tommaso Bori, Pd); scegliere il presidente di Arpal tra i dirigenti regionali o comunque ridurne l’indennità (Paparelli-Bori, Pd); individuare i componenti del consiglio di amministrazione attraverso un avviso pubblico (Simona Meloni – Paparelli, Pd); prevedere un gettone di presenza, fisso, per i componenti del consiglio di amministrazione (Paparelli-Bori, Pd); ripristinare il tirocinio extra curricolare (Pd); prevedere che solo i Centri per l’impiego possano erogare i Bul e definire i soggetti vulnerabili a cui esso è rivolto (M5S); stabilizzare i lavoratori precari di Arpal (Pd). Approvato (sì da Lega, FI, FdI, Tesei presidente, Patto civico per l’Umbria; no di Paparelli, Pd; astenuti Porzi, Meloni, Bettarelli, Bori, Pd, De Luca, M5s, Bianconi, Misto) l’atto di indirizzo di Andrea Fora (Patto civico) che propone di “continuare ad attuare in tempi rapidi, comunque entro il 2021, le misure programmate dalla Giunta per un mirato potenziamento della struttura operativa di Arpal Umbria e l’avvio della ridefinizione di un sistema di accreditamento delle Agenzie formative, di quelle per il lavoro e dei soggetti privati che erogano servizi per il lavoro, presupposti indispensabili per l’efficace realizzazione del sistema stesso”. Respinto (otto sì Pd, M5S, Misto, Patto civico; 12 no Lega, FdI, FI, Tesei presidente) il documento a firma De Luca, M5s, Bianconi, Misto, Porzi e Paparelli, Pd, che chiedeva di “dare immediata attuazione al piano di potenziamento previsto dal d.m. 74/2019 e attivare tutte le azioni per l’assunzione del personale previsto dal Piano triennale dei fabbisogni del personale 2021/23”. Bocciato (otto sì Pd, M5S, Misto, Patto civico; 12 no Lega, FdI, FI, Tesei presidente) l’atto presentato da Bori, Meloni, Paparelli e Porzi, Pd, che proponeva di “costituire un coordinamento regionale per le politiche attive del lavoro dei soggetti in post formazione (costituito da Arpal, Adisu, Università e istituti di alta formazione, Consulta regionale dei giovani, parti sociali) con il compito, tra l’altro, di pianificare strategie per l’avviamento al mondo del lavoro dei soggetti in possesso del titolo di laurea o equipollente e monitorare i dati dell’occupazione giovanile”. E auspicava “l’attivazione di una convenzione con le associazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori per favorire l’inserimento dei lavoratori svantaggiati e con disabilità”.

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