Umbria

Commissione approva linee programmazione rete scolastica

Illustrate da Agabiti che parla di ridefinizione dopo pandemia

(ANSA) - PERUGIA, 08 LUG - La terza Commissione consiliare, presieduta da Eleonora Pace, ha approvato le "Linee guida della programmazione territoriale della rete scolastica e dell'offerta formativa in Umbria per gli anni 2022-'23, 2023-'24, 2024-'25", atto amministrativo della Giunta regionale che è stato illustrato dall'assessore regionale Paola Agabiti.
    I consiglieri di minoranza Andrea Fora, Patto civico, e Michele Bettarelli, Pd, si sono astenuti.
    Agabiti ha delineato il quadro generale del documento. "Lo scenario innestato dalla pandemia - ha detto - e quello che si prefigura con gli interventi previsti nell'ambito del Pnrr hanno portato a una ridefinizione delle linee guida anche in vista dell'intervento ministeriale e siamo potuti intervenire in alcuni punti che, anche alla luce della nuova normativa, non subiranno modifiche. Quattro sono i punti sostanziali: i limiti minimi e massimi del numero di alunni (massimo 900 per istituto e minimo di 600 con deroga a 400 per le zone montane) ma anche la salvaguardia della funzione sociale e culturale della scuola come presidio sul territorio e contrasto alla dispersione scolastica, con la verifica della possibilità di deroghe anche di un numero di cinque alunni per singola classe; l'offerta formativa con particolare attenzione alle aree interne o marginali; l'acquisizione del parere dell'Ufficio scolastico regionale per richieste relative a liceo musicale o sportivo; il limite di tempo per gli indirizzi non attivati che scende da tre a due anni. Altra novità l'Osservatorio interistituzionale permanente, coordinato dalla Giunta regionale con il coinvolgimento delle parti economico-sociali della regione e con la verifica dell'andamento demografico e delle prospettive offerte dal mercato del lavoro".
    Fora e Bettarelli pur giudicando il documento "condivisibile" si sono astenuti per la "difficoltà nel dare una valutazione compiuta sulla effettiva programmazione che sarà". "Il ruolo dell'Ufficio scolastico regionale - hanno sottolineato - dovrà essere decisivo e ci vorrà più collaborazione con l'istituzione regionale e con il territorio, nonché interlocuzione con il Ministero affinché la programmazione si trasformi in una azione di trattativa per avere maggiori risorse, altrimenti i discorsi sarebbero inutili". (ANSA).
   

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